ESCLUSIVA – Zaccheroni: “Scudetto? Nessuno lo merita più del Milan. Pioli sta stupendo tutti”

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Durante il nostro consueto appuntamento con il Talk, è intervenuto l’ex allenatore del Milan Alberto Zaccheroni. Con lui abbiamo trattato diversi argomenti, tra i quali i meriti di Paolo Maldini e Stefano Pioli nella rinascita del Milan.

Cosa manca al Milan per arrivare allo Scudetto? “Il merito c’è tutto, per quanto fatto l’anno scorso e quest’anno. Nessuno più del Milan merita questo successo. Deve continuare a fare ciò che ha fatto fino adesso, è nelle sue mani perché dipende solo dalla squadra. Sono più in forma degli altri, riescono a sopperire anche a numerosissime assenze e se lo possono giocare solamente loro. Non mi sembra che abbiano intenzione di buttar via quanto di buono fatto fino ad oggi”.

Su Maldini e Massara: “Parto da Paolo perché lo conosco meglio, ma tengo conto anche di quel che gira attorno. Per esperienza so che anche le altre componenti che sono all’interno della società contano e non poco, anche se è chiaro che lui e Massara hanno maggior visibilità. Non dimentichiamo Frederic perché è il primo a valutare i giocatori. Bisogna riconoscere il grande merito di entrambi. Io Massara lo conosco solo da avversario, era un mio ‘pallino’ in Serie C quando ero a Venezia. Feci di tutto per prenderlo ma alla fine andò al Pescara, che prese anche Allegri. Non eravamo molto convinti di quest’ultimo, ma i proprietari dissero che o li si prendeva entrambi o nessuno di loro. Vi assicuro, comunque, che Massara era un’ira di dio come attaccante, raramente ho visto un giocatore forte come lui nell’uno contro uno”.

Poi, prosegue: “Paolo è stato fondamentale nei miei anni di Milano, è quello che per primo mi ha seguito insieme ad Albertini. Quando lui prendeva una strada gli altri gli andavano dietro. Ci hanno provato a farci andare fuori strada, però con Maldini non hanno avuto successo. Siamo riusciti a vincere uno scudetto molto importante per tutti: per me, per loro e per la società, erano anni un po’ bui”.

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Su Stefano Pioli: “Sta stupendo un po’ tutti. Soprattutto il primo anno ha fatto bene ovunque, però queste visione e capacità di variare non le aveva mai mostrate. Al Milan l’hanno messo a suo agio e lui è riuscito a tirar fuori il meglio di sé. Di problemi ne ha avuti tanti, ma li ha superati tutti. Raramente ricordo una squadra che con così tanti problemi è riuscita ad avere continuità di prestazione e rendimento. L’unica cosa che non capisco è il numero di infortunati, perché ho sempre ritenuto che fosse un fattore legato alle tensioni all’interno della squadra. Ma lì si vede lontano un miglio che non c’è alcuna tensione. Per questo non riesco a capire come mai ci siano questi infortuni, che possono condizionare la squadra. A vedere il Milan, però, non sembra li condizioni. Anzi, in questo caso ha dato la possibilità a Pioli di mettere in mostra più giocatori. Gli stessi che altrimenti avrebbero avuto poco spazio”.

Il Milan chi deve temere di più per la corsa scudetto? “L’Inter ha più qualità delle altre, quindi bisogna tenerla a distanza. Però ha perso un po’ di sicurezza, non sospettava un’annata così difficile. E’ cambiato qualcosa, sono partiti bene e probabilmente pensavano fosse tutto meno complicato. Adesso li vedo un po’ perduti, sembra che abbiano perso quell’identità che gli dava la certezza di essere competitivi. L’altra squadra che può dar dei problemi è ovviamente il Napoli. Non come organico, ma per un allenatore che il primo anno ha sempre fatto benissimo ovunque sia andato. Sa catturare molto bene l’attenzione e la stima dei propri giocatori. Io il Napoli lo terrei d’occhio”.

Quanto le piacerebbe allenare questo Milan? “Per allenare questa squadra ci vogliono tante idee. Gli anni passano e io in questo momento mi aggiorno sempre, anche se ho pensato di smettere. Allenare dopo Pioli adesso è difficile per tutti: ha trovato la chiave in qualsiasi momento. Penso che sia veramente molto difficile sostituirlo per chiunque. Questa è una squadra sua, ha sdoganato tutto. Per esempio, l’ampiezza era fondamentale e i giocatori vengono dentro il campo, questa è una componente che ci avvicina. Vent’anni fa io cominciavo a giocare con i calciatori a piede invertito, soprattutto in attacco. Ricorderete Ganz a destra, o Boban e Weah a sinistra. Perché pensavo che i giocatori dovessero avere il piede all’interno del campo, per avere le due soluzioni: cross e tiro. Il Milan sta giocando anche con i terzini che vengono dentro al campo, riuscendo a fare grande densità. La forza del Milan è qui”.

 

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