Carlo Pellegatti

ESCLUSIVA – Pellegatti: “Errori arbitrali? Una presa in giro. Vincere a Roma sarebbe meraviglioso”

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Nel corso della puntata di oggi di Filo Rossonero, Carlo Pellegatti ha risposto a 3 domande dei tifosi, parlando di errori arbitrali ma con un occhio rivolto verso la prossima sfida di Roma.

Gli errori arbitrali di tutta la stagione, la condizioneranno alla fine? “Eccome, è lì da vedere. Parliamo solo di Milan: mi danno solo l’episodio con lo Spezia (ce ne sarebbero molti altri) e il Milan ha 5 punti in più della seconda a 5 giornate dalla fine. Anche quello contro l’Udinese fa impazzire. Tu annulli il gol della Juventus contro il Cagliari perché le immagini non sono chiare e concedi il gol a Udogie perché le immagini non sono chiare… Questa è una cosa che fa impazzire, e ne ho citate solo due”.

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La rabbia per una sconfitta di questo genere può essere un aiuto per reagire? “Io sono sempre sulla mia linea: vincere aiuta a vincere, quando vinci ti senti imbattibile. In una gara in cui l’attacco ha funzionato meglio rispetto alle ultime partite ma la difesa è crollata, e ci può stare, il Milan si deve ricompattare. E’ dura però, perché mettere la testa sottacqua e poi tirarla continuamente fuori non è facile. Sono mesi, compresa la Champions League, che si va avanti e il Milan è sempre in testa alla classifica. Forse hanno ragione quelli che dicono che è un miracolo, ma non figlio delle prestazioni… La reazione di Pioli nel post-partita? A un certo punto uno dice ‘basta’. Giochiamo con un organico ridotto, purtroppo, in avanti, Rebic e Ibra non ci sono, e poi si viene sempre tirati sotto da fattori esterni. E’ una presa in giro. Però non è finita, domenica sarò a Roma vicino ai ragazzi. Vincere sarebbe meraviglioso perché direbbero ‘ma come, sono ancora qui attaccati?’ Sì”.

Infine, sul ballottaggio Messias-Saelemaekers: “Non mi sembra un ballottaggio aulico come Rui Costa-Kakà. Non lo so, ieri il belga oltre ad aver effettuato il primo tiro in porta l’ho visto inseguire un paio di volte Brozovic, quando Kessié non era in zona. Messias è uno che quando deve fare gol fa sempre gol: vedi Salerno, contro il Genoa o la Roma. E non sono mai gol banali. Abbiamo ancora il mistero Rebic da risolvere, per me è il giocatore più forte là davanti a livello di fiuto del gol. Non averlo è difficile, ma comunque siamo ancora lì attaccati: fatevene una ragione. Sono un po’ nervoso oggi, perché ho perso mille volte, ma essere preso in giro no”.

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