ESCLUSIVA – Nosotti: “Milan la squadra più completa. Maldini e Massara devono starle vicino”

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Nel corso del nostro appuntamento quotidiano con il Talk, è intervenuto come ospite Marco Nosotti. Con il giornalista di Sky Sport, abbiamo parlato di Milan e Nazionale.

Sulla Nazionale e i prossimi impegni: “Oggi comincia il primo allenamento, anche se chi ha giocato ieri oggi fa l’allenamento di scarico. Serve ritrovare lo spirito di luglio, ora c’è la Macedonia e poi Portogallo o Turchia. Un conto è stare insieme 40 giorni per costruire un sogno e realizzarlo meritatamente, e un altro è cercare di ricostruire e di ripetere. L’unico problema qui è la difesa, perché non si sa cosa faranno i centrali”.

Tornando al campionato, cos’ha il Milan più delle altre? “Quello che dico sempre. Ha dimostrato di essere cresciuto e di aver capitalizzato le conoscenze che ha portato Stefano Pioli. E’ una squadra che ha saputo risorgere dalle ceneri, anche facendo fronte alle assenze. Non sempre strappa nella metà campo avversaria, ma sa anche vincere di poco. Secondo me è la più completa. Non ha una rosa competitiva come le altre? Non lo so, questo lo diremo con certezza alla fine del campionato. Ma in questo momento il cammino è meritatamente quello che dice la classifica. Questo Milan ha saputo non snaturarsi nei momenti difficili. Poi la differenza reti è importante, i campionati si vincono anche con quella”. 

Leggi QUI l’intervista di Kalulu

Sui singoli: “Il problema di una squadra è riuscire ad averli tutti in forma al massimo nei momenti che contano, ma non è fisiologicamente possibile. A un certo punto perdi il preziosissimo Kjaer e trovi Kalulu. Quando si parlava di chi può fare quel ruolo, perché non lui? Pioli ha saputo gestire situazioni e dare conoscenze a giocatori che hanno saputo dare risposte adeguate, e questo è importante. Poi Stefano non è mai stato fermo sulle sue posizioni. Ha saputo cambiare dando diverse soluzioni tattiche. Il fatto di aver favorito il momento migliore dei singoli fa tenere tutti pronti e fa sentire tutti utili”.

Sulla trequarti Messias-Diaz-Leao: “Kessié mi era piaciuto ad Empoli. Il trequartista del Milan deve fare tante cose, sia in possesso che in non-possesso. Mi piace di più Diaz, ma adesso è un pochino meno brillante. Non lo vedo come era a inizio campionato, però dipende anche dalle partite. Secondo me a Cagliari quella scelta andava bene per giocare dentro al campo”. 

Quale aspetto non deve mancare da Milanello se si vuole arrivare alla vittoria? “Milanello è stata la casa per pensare e per costruire, ma con tutti protagonisti. Tutto deve funzionare, il triangolo famoso, società, allenatore e squadra. Maldini e Massara devono stare là, vicini alla squadra. Il calcio non è un’azienda come le altre. Conta condividere, conta dare ognuno il proprio apporto”.

Sarebbe bello rivedere Marco Nosotti nello spogliatoio l’ultima giornata… “L’ho fatto nel 2004, con quel gol di Sheva, e poi con Max (Allegri, ndr) a Roma. Sarebbe bello. In genere mi capitava di essere dove c’era da festeggiare qualcosa. Io credo che, anche se non ci sarò io, in questo momento è opportuno pensare a quel traguardo. Non cullarsi su questa fase, perché è giusto provare soluzioni nuove a seconda dell’avversario di turno, ma io credo sia possibile”.

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