Donadoni: “Non voglio fare paragoni, ma Tonali gioca come uno dei migliori…”

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L’ex campione del Milan e allenatore del Napoli Roberto Donadoni ha giocato il suo big match scudetto sulla Gazzetta dello Sport di oggi.

Sul momento del Milan
“In questo periodo al Milan le cose non riescono come prima e ci sta che da un punto di vista psicologico, oltre che fisico, paghi un po’. Ma quando incontri la diretta concorrente l’aspetto mentale diventa fondamentale.”

Sulla sfida di domani
“Spalletti e Pioli hanno adattato l’interpretazione del sistema, un 4-2-3-1 speculare, alle caratteristiche dei giocatori di cui dispongono. E i risultati gli stanno dando ragione, visto che si giocano una fetta di scudetto domani. Molto dipenderà dall’atteggiamento delle squadre. Probabilmente il possesso sarà più del Napoli, abile negli spazi stretti. Mentre il Milan può far male a campo aperto.”

Lobotka vs Kessié
“Lobotka è una bella sorpresa, sa giocare bene la palla, ha tanto carattere ed è molto bravo nella lettura del gioco: saprà frenare bene le entrate di Kessié e degli altri centrocampisti. Kessié invece da trequartista dobbiamo ancora scoprirlo, ma ha mezzi tecnici e fisici per ricoprire quella posizione.”

-Leggi QUI anche “Napoli-Milan, quale delle due rose vale di più?-

Fabian vs Tonali
“Assolute eccellenze di livello internazionale, due giocatori che cercano sempre spazi per sviluppare il loro gioco. Fabian è più compassato, ma gioca la palla bene e anticipa la giocata col pensiero. Mi ricorda un Dunga ma tecnicamente più forte. Sandro invece mi piaceva già dai tempi del Brescia, ha pagato il salto di categoria ma ora mi sta impressionando soprattutto sotto l’aspetto fisico, è molto più potente. Non voglio fare paragoni, ma il suo modo di giocare ora si avvicina a quello di Andrea Pirlo, uno dei migliori di sempre nel suo ruolo. Mi auguro possa essere importante anche per la Nazionale di Mancini.”

Zielinski vs Bennacer
“Zielinski è il centrocampista più completo, per certi versi mi ricorda Hamsik: offre qualità ed imprevedibilità al gioco. Bennacer all’inizio invece non mi convinceva. Poi col tempo ha saputo prendere per mano la squadra ed è molto cresciuto nel gioco. Oggi i compagni gli danno fiducia e gli affidano il pallone in costruzione.”

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