Del Piero: “Milan? Ha una cosa in più rispetto allo scorso anno”

0 cuori rossoneri

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Alessandro Del Piero, uno che la competizione la conosce bene (88 presenze e 41 gol) ha presentato l’edizione che sta per iniziare della Champions League. Quali sono gli obiettivi delle italiane? Dove possono arrivare? Chi sono le favorite?

Del Piero, subito Psg-Juve e domani Inter-Bayern e Napoli-Liverpool. Arriveranno già indicazioni credibili?
«Le partite di Champions sono sempre credibili. Abbiamo già un mese di campionato alle spalle. Le italiane ricordino che si può fare bene pure con una rosa meno forte delle grandi europee, come il Villarreal un anno fa».

Una brutta sconfitta sarebbe già una bocciatura per la Juve?
«Non sarebbe un dramma. Però una prestazione negativa sarebbe una brutta botta, perché la Juve arriva da prestazioni poco brillanti. E questo può incidere, alla luce delle aspettative».

Che idea ha della Juve?
«È una squadra forte, molto forte. Lo sarebbe di più con Chiesa e Pogba e non appena sarà inserito Paredes. Ma ancora quella Juve non l’abbiamo vista. A livello europeo la squadra non è in pole position e forse neppure in seconda fila, ma le ambizioni sono giustificate e quasi obbligatorie con un gruppo così».

Qual è l’obiettivo minimo per le italiane in Champions?
«Gli ottavi, poi gli obiettivi si dovranno tarare dopo i sorteggi».

Il Milan è la nostra squadra più europea?
«A me l’anno scorso è piaciuto, nonostante l’eliminazione. Ora ha qualcosa in più, ad esempio Leao e De Ketelaere visti nel derby possono essere determinanti anche in Champions».

L’Inter deve solo ritrovare la quadratura difensiva?
«In Europa certamente. Ma aggiungo anche il miglior Lukaku, appena rientrerà dall’infortunio. Deve dimostrare il suo valore in Champions: è fondamentale la super coppia con Lautaro».

Il Napoli, persi Koulibaly e Insigne, ha preso più coscienza della propria forza?
«No, credo proprio che il Napoli sia più forte. Ammiro il lavoro di Spalletti che ha affrontato la ricostruzione con spirito costruttivo: mentalità da grande squadra. E poi occhio a Kvaratskhelia, imprevedibile e talentuoso: sembra fatto per giocare in Europa».

LEGGI QUI ANCHE   -VERSO SALISBURGO-MILAN: MESSIAS O SAELEMAEKERS? LA SCELTA DI PIOLI-

Guardiola passa da «il mio centravanti è lo spazio» a «il mio centravanti è Haaland».
«Guardiola si rinnova, ogni anno, anche nel corso della stagione. È questa la sua forza. Mentre tenti di imitarlo, lui è già avanti. Sa quanto contano i giocatori. E ha preso un numero uno».

Il Real è campione in carica. Cosa è scattato in Benzema quando Ronaldo ha lasciato Madrid?
«Si sente il leader, il capitano, il giocatore determinante. Non è solo una questione di testa, ma anche di posizione. E Ancelotti è stato bravo a metterlo al centro della sua seconda era Real».

Qual è il segreto di Ancelotti?
«In un certo senso lo stesso di Guardiola. È sempre avanti. E ha una capacità unica di far sentire bene i giocatori. Ti tratta da adulto, ma al contempo è anche una sorta di padre. Lo devi rispettare, ma capisci che è sempre dalla tua parte. E poi è una persona perbene: in un mondo dove non sempre se ne trovano, anche questo è un segreto».

Cosa la incuriosisce del Barcellona di Xavi?
«Mi incuriosisce proprio Xavi: capire come porterà avanti la tradizione del Barca da Cruijff e Guardiola- E se Lewandowski si ripeterà in blaugrana».

Il Tottenham di Conte può essere la sorpresa?
«Ci sono squadre superiori, ma Antonio sta facendo un grande lavoro con una rosa di talento e qualità. E stavolta ha fatto la preparazione con il gruppo».

Il Psg farà l’ultimo step?
«Lo ha fatto in passato, andando in finale. Poi c’è stato un passo indietro, però la qualità è straordinaria. Non credo sia ingabbiabile in un sistema, ma nemmeno i fenomeni bastano se non c’è un’idea di squadra. Credo che Galtier stia lavorando a questo».

Le difficoltà iniziali del Liverpool la sorprendono?
«Le prime gare di Champions daranno un’indicazione più chiara. Ma è ancora una squadra di vertice».

Come sarà una Champions senza Ronaldo?
«Un peccato per lo spettacolo e per il pubblico. Ma parlerei sempre di squadra di Ronaldo: non è uno sport individuale».

La griglia di partenza?
«City, Psg, Real, Bayern, Liverpool, Chelsea, ma mi serve spazio per il Barcellona, per le altre italiane e la Juve, che spero rimonti come Verstappen a Spa».

Scarica QUI la nostra app per dispositivi Android. Rimani sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore!
Scarica QUI la nostra app per dispositivi IOS. Rimani sempre aggiornato sulla tua squadra del cuore!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Radio Rossonera Live

live