Cutrone: “C’è un gol segnato con il Milan che non dimenticherò mai”

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Ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Patrick Cutrone racconta le prime settimane al Como e quel legame indissolubile che lo lega al Milan: «Essere qui è un onore. Penso ai miei concittadini, ai tifosi e a questo storico club».

Respira profumo d’ambizione?
«Sì. Oltre che per ragioni di appartenenza, ho accettato di venire qui perché mi hanno parlato dei grandi progetti della proprietà. Bello farne parte».

Primo anno in Serie B, impressioni?
«E’ un campionato tosto come mi avevano detto. Ancora di più quest’anno con gli squadroni che ci sono. Ho giocato due partite da titolare ma mi ha impressionato la qualità che si vede sui campi».

Favorite per la promozione?
«Per ora ho solo notato che ogni partita è a sé. Il Como non deve avere paura di nessuno se rimane concentrato su se stesso».

Doppietta all’ultima contro la Spal: quanti pensa di farne?
«Non faccio conti o medie, né fisso limiti. Penso a migliorarmi e a rimanere focalizzato sull’obiettivo mio e della squadra».

Uno dei due gol su assist di Fabregas. Quando pesa Cesc dentro e fuori dal campo?
«Tanto. Oltre a essere un grande campione è una persona che ti aiuta, ti dà consigli, soprattutto se sei giovane».

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Ha già inquadrato Moreno Longo?
«Sì, sto imparando a conoscerlo. Ha idee e un modo di giocare con cui ci stiamo integrando bene tutti. Prima di tutto ci chiede compattezza. Poi che mettiamo il cuore in campo, il che non mi riesce difficile…».

Tre punti dopo sei giornate, come l’anno scorso. Pochi…
«Vero, ma siamo anche stati sfortunati. Le gioie arriveranno».

L’allenatore che le ha insegnato di più?
«E’ difficile, ho imparato tanto da tutti. Potrei fare il nome di Montella che mi ha fatto esordire, di Gattuso sempre al Milan. Ma dico De Vecchi e Galbiati nelle giovanili rossonere. Devo a loro se sono diventato un calciatore».

L’attaccante a cui ha rubato più segreti?
«Ho giocato con tanti attaccanti forti ma mi sono innamorato di Higuain. Un calciatore spaziale e una persona d’oro. Mi ispiravo a lui anche prima di giocarci insieme, è un campione completo».

Il gol che non dimenticherà mai?
«Due. A San Siro contro il Rijeka in Europa League e al debutto da titolare in A a Crotone. Parliamo sempre di Milan».

Appunto. E’ il favorito per lo scudetto?
«Non lo so ma ci spero sempre. Il mio cuore è anche lì»

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