Condò: “Qualcuno ha ancora dubbi su Leao? Immaginate se…”

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Nel classico editoriale del lunedì su Repubblica, Paolo Condò ha analizzato la grande vittoria in rimonta del Milan sul Verona.

“Il Milan ha attraversato la sua casa delle streghe uscendone non solo indenne, ma irrobustito da una prova di forza di grande significato per essere alla giornata numero 36. È stata la ditta Leao-Tonali, con due gol gemelli, a ribaltare a cavallo del riposo il vantaggio del Verona: aggiungeteci Maignan e Tomori, e avrete la spina dorsale di talenti superiori che si è messa al volante in questa primavera, e ormai vede il traguardo. Si sono verificate troppe sorprese in questo campionato per considerarlo risolto prima dell’ultimo minuto, ma il margine del Milan da ieri sera è più consistente perché la tappa maggiormente temuta è stata messa alle spalle, e il prezioso bonus del pareggio consentito dagli scontri diretti è ancora lì, da spendere in caso di bisogno. L’esame superato al Bentegodi è di quelli pesanti anche perché quarantott’ore di pensieri inevitabilmente ansiosi — l’Inter era passata avanti strombazzando il clacson della bella rimonta sull’Empoli — potevano costare un surplus di stress a una squadra in cui i vincitori di grandi trofei non sono ancora molti. Invece Pioli ha liberato sul campo una formazione mentalmente leggera, che ci ha dato dentro dal primo minuto cercando di ovviare al suo unico e riconosciuto difetto, l’efficacia in zona-gol. Alla fine i tre iscritti a tabellino anche grazie al bravo Florenzi portano il totale a 64, quinto posto in graduatoria: le squadre d’alta classifica sono spesso complicate da migliorare, col Milan invece sarà facilissimo. Anche perché Tonali ha giocato e segnato come un satanasso — pure un gol annullato di millimetri e un assist al bacio per Calabria nel suo recital — ma immaginare un centravanti veloce e implacabile lì dove Leao manda i suoi bonbon è un esercizio che promette ottimi sviluppi anche in Europa. Leao, già: i dubbi sul fatto che il Milan e la Serie A possano nuovamente contare su un progetto di fuoriclasse si stanno diradando”.

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“Senza mai confondere la qualità tecnica generale con il bene dell’equilibrio — il livellamento è avvenuto a metà strada: alcune grandi sono scese, diverse medio-piccole sono salite — non c’è dubbio che ci troviamo di fronte a un finale di campionato raro e appassionante. Il pareggio in extremis di Altare a Salerno, che il buon Cagliari “fatto in casa” meritava, tiene dentro negli ultimi 180’ persino il Venezia, retrocesso fino al 99’ dell’Arechi. L’unica corsa conclusa è quella del quartetto di Champions, l’intreccio tra le altre linee del campionato — scudetto, Europa minore, salvezza — è la migliore garanzia della sua regolarità. Per raggiungere i loro traguardi, domenica prossima l’Atalanta dovrà fare risultato in casa del Milan mentre il Cagliari non potrà concedere nulla all’Inter. Un’ottima situazione.”

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