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Carbone: “Ci sono determinate caratteristiche per essere da Milan”

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Angelo Carbone, responsabile del settore giovanile del Milan, ha spiegato tutto il processo che c’è dietro ai baby talenti rossoneri.

La sua intervista a Tuttosport:

Sul 2022 delle giovanili: “Un anno sicuramente positivo e importante perché abbiamo dato continuità al lavoro fatto negli anni precedenti, quelli della pandemia, che sono stati complicati per tutti”.

Sul portare i giovani in prima squadra: “Rimango radicato a quel pensiero. Il nostro obiettivo come settore giovanile è formare giocatori a 360 gradi. Vedere un ragazzo cresciuto da noi giocare con la maglia del Milan è la gioia più grande che un settore giovanile può ricevere dalla prima squadra”.

Sul cosa deve avere un ragazzo: “Innanzitutto talento, poi spirito di appartenenza, capacità intellettuale, ma non solo: è fondamentale l’identità, che nel Milan è forte. Uno stile Milan: avere dei valori ed essere una persona per bene”.

Su Camarda: “Una cosa bellissima che si parli del giocatore, lo merita come ragazzo. Ha ottime qualità, dimostrate dalle prestazioni. Ma il suo percorso è solo all’inizio, mettergli addosso troppe aspettative non so se sia la cosa più giusta per lui e mi chiedo se sia giusto parlare così tanto di lui”.

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Su Abate: “Il suo percorso è speciale. L’anno scorso ha fatto molto bene, ha fatto crescere la squadra dandole un’identità e ha dimostrato di essere un allenatore intelligente e capace. Si è guadagnato la chance di allenare la Primavera e gli auguriamo che il suo percorso sia lungo e duraturo. Ma capita spesso che il settore giovanile del Milan sia un serbatoio anche per tante figure tecniche e collaboratori che arrivano poi anche fino alla prima squadra, creando quello spirito di appartenenza che una grande squadra deve avere”.

Sull’essere capo delle giovanili del Milan: “Cose complicate ce ne sono. La cosa più importante è dare tempo ai ragazzi, bisogna dare occasioni ai giocatori senza essere frettolosi. Serve tempo per conoscere fino in fondo anche le qualità umane delle squadre. Poi, bisogna anche avere dei collaboratori competenti: da questo punto di vista sono fortunato”.

Sul rapporto con Maldini e Massara: “Con Paolo abbiamo una bellissima amicizia, anche se adesso ci sentiamo spesso per questioni di lavoro. Avere due dirigenti come Maldini e Massara aiuta tanto noi, ma soprattutto i giocatori. Sono molto presenti, sono sempre aggiornati, quanto possono fanno sentire la loro vicinanza e questo è molto stimolante. Un valore aggiunto”.

Sul 2023: “Vedere uno dei nostri ragazzi esordire a San Siro. Questo è l’obiettivo. Tutti abbiamo dei ricordi di quei ragazzi da quando erano bambini, che ci portiamo dentro, è un privilegio sapere che li abbiamo aiutati ad arrivare fino a lì”.

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