Capello: “Scudetto, tutte alla pari! Milan, occhio al calendario…”

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La Gazzetta dello Sport ha intervistato Fabio Capello, ex allenatore che non vuole sbilanciarsi sulla favorita per questo scudetto.

Campionato, 8 tappe di fuoco, chi è favorito?
“Nessuno, al momento sono 4 squadre in lotta con il 25% di possibilità di vincere”.

Davvero la Juve le sembra ancora in corsa? Allegri si è chiamato fuori
“Allegri è un uomo intellingente e fa giocare la squadra come può. Tutte queste critiche per gli 1-0 non le capisco”.

L’elogio del giochismo le pare stucchevole?
“Più che stucchevole, una grossa stupidata. E una mancanza di rispetto per quello che Allegri ha fatto. Ripeto, giocando il calcio con passaggi corti e copiando il Guardiola di tanti anni fa non si risolve nulla”.

Chi è l’allenatore più adatto a questa volata?
“Direi Allegri, parte di rincorsa visto che è dietro e ha meno peso sulle spalle. Il peso sulla schiena lo portano gli altri”.

Il Milan è in testa, qualche vantaggio dovrebbe averlo.
“Ha prima di tutto il vantaggio della spensieratezza, e questa è la chiave. Il Milan è una squadra che trasmette allegria ed è guidata da un allenatore che sta facendo un ottimo lavoro. Ma come tutti i gruppi giovani può avere alti e bassi. E occhio al calendario, che non è semplice”.

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Ma non ha scontri diretti, questo non dovrebbe semplificare le cose?
“Il Milan si esalta nelle grandi partite. Logico per una squadra basata sui giovani. Ogni allenatore sa che quando le partite sono importanti c’è poco da dire: le motivazioni arrivano da sole. Ma poi bisogna mantenere la concentrazione sempre”.

La squadra di Pioli le sembra quella con la rosa meno attrezzata?
“E’ come tutte le squadre dove ci sono tanti giovani. L’allegria del gioco è il loro punto forte. Ma fra le quattro in lotta mi sembra quella più enigmatica”.

Il fatto che il campionato sia tanto equilibrato è un segnale positivo o sintomo di allineamento verso il basso?
“A livello internazionale non ci siamo, soltanto l’Atalanta che non è fra le 4 in lotta si è dimostrata competitiva. Dobbiamo cambiare nei ritmi di gioco: per ora siamo veloci lentamente e non serve. Bisogna prendere il modello tedesco, recuperare palla e giocarla subito in avanti. Le qualità per farlo ci sono”.

I suoi uomini chiave per lo scudetto?
“Osimhen, Vlahovic, Leao se è in giornata, Dzeko, perché con i ritmi che calano con la sua classe può fare la differenza”.

Davvero non vuole indicare una favorita per lo scudetto?
“Come ho già detto, una uscirà di scena domenica. Per ora sono tutte alla pari”.

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