Boban: “Lo scudetto non mi ha stupito! Come hanno trattato Maldini invece sì”

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Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Zvonimir Boban ha parlato tanto di Serie A e di Milan, tra lo scudetto vinto, Maldini e il cambio di proprietà.

Stupito dello scudetto del Milan?
«Sì e no. No, perché la rosa era più forte di quel che la gente pensava. Sì, perché l’Inter era comunque superiore e aveva un vantaggio enorme».

Quanto lo sente un po’ suo?
«Non sta a me dirlo, ma da milanista totalmente!».

A chi ha fatto la prima telefonata per complimentarsi?
«A Paolo Maldini e Massara che poi mi hanno passato Pioli sul pullman di ritorno da Sassuolo. Allo stadio c’erano mio padre e mio figlio, pazzi rossoneri. Io ero nel buio della mia camera a vedere gli scacchi su youtube, non avevo il coraggio di guardarla».

Lei e il Milan: tornando indietro rifarebbe e ridirebbe tutto?
«Assolutamente si, questione di principio e dignità. Non mi dipingo come un santo, non lo sono, ma andava fatto. Dispiace quanto accaduto, ma ne vado fiero».

Quanto c’è di Maldini e di Pioli in questo successo?
«Tantissimo. Paolo ha lavorato benissimo e gli vanno riconosciuti tutti i meriti, lui è fondamentale. Stefano è stato grande nel creare uno spirito di gruppo pazzesco, non ha mai mollato un centimetro e merita grandi complimenti. Qualche volta non la vediamo allo stesso modo, ma è il bello del calcio».

Maldini ha dovuto faticare per ottenere un rinnovo di contratto: non lo trova strano?
«Sì, molto, è stato un fatto deludente».

Il cambio di proprietà del Milan non appare chiarissimo…
«Si parla tanto e si sa poco, vedremo quando avverrà».

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L’inizio della scalata ai vertici è partito quando lei ha riportato Ibra nel Milan per cambiare la mentalità del club. Fa bene Zlatan a giocare ancora?
«No, non fa bene, ma capisco se continuerà perché so come ragiona. Tutti noi milanisti, io in particolare, gli saremo grati per sempre. Hai detto bene: con Zlatan è cambiato tutto, lui ha cambiato tutto. Ibra è unico».

Sarà questo l’anno della consacrazione per Tonali e Leao?
«Quando giochi per il Milan, la consacrazione è senza tempo, deve avvenire in ogni partita, ogni anno. Loro due sono stati straordinari l’anno scorso, hanno enorme qualità e talento e sono stati decisivi nelle partite più importanti. Quest’anno, credo e spero sarà l’anno di Bennacer, una persona e un giocatore straordinario, ingiustamente sottovalutato».

De Ketelaere è l’uomo giusto per un altro salto di qualità?
«Ha classe, personalità e vede tutto. Ho dubbi per quel che riguarda la velocità, che ci vuole per essere un fuoriclasse. Certamente è da Milan, è un talento».

Per Albertini somiglia a Boban, l’originale che ne pensa?
«Speriamo…».

Chi è la più pericolosa avversaria del Milan: la Juve o l’Inter?
«La Juve è affamata, ha qualità, ma ho tanti dubbi… Anche se Vlahovic in Italia fa la differenza. L’Inter è sempre la favorita ma è una lotta aperta».

Chi si è mossa meglio sul mercato?
«Riprendere Lukaku è stato un grande colpo. La Roma non è stata da meno con Dybala»

Mourinho può inserirsi nella lotta al vertice?
«Secondo me dovrebbe giocare con il 4-3-3, avere maggiore equilibrio a centrocampo e più controllo del gioco. Allora sì, potrebbe diventare molto forte».

Quale squadra la incuriosisce maggiormente ?
«Il Milan. Lo scudetto e stato anche più bello di quello di Perugia nel 1999, ma la vera sfida ora è ripetersi. Ma mi incuriosisce anche la ricostruzione del Napoli dopo tanti addii importanti».

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