Roberto Baggio

Baggio: “Sacchi ha reso tutto difficile! Tornare? Non sono portato…”

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In una delle rare interviste che concede, questa volta a Sky per la nuova serie “Vite – L’arte del possibile”, Roberto Baggio ha ripercorso i momenti più importanti della sua carriera.

Sul rigore sbagliato a USA 94
“La gente mi ha sempre dimostrato grande amore, grande affetto per cui hanno capito la mia sofferenza, però sono molto esigente con me stesso… Avevo mille occasioni per sbagliare un rigore ma non dovevo sbagliarlo quel giorno”.

Sulla ma mancata convocazione al Mondiale del 2002
“E’ una ferita, come tutte le ferite magari non si cicatrizzano mai fino in fondo, perché credo che quel Mondiale era solo un premio per quello che avevo fatto e per quello che avevo dato alla maglia azzurra”.

Sul periodo a Bologna
“‘E’ stato un anno meraviglioso per tanti aspetti. Mi ha riportato in Nazionale e mi ha riportato alla gioia di poter vivere un altro mondiale. C’è stato un grande rapporto con la gente, veramente, io e la mia famiglia non ci siamo neanche accorti del tempo che passava”.

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Sul tormento degli infortuni in carriera
“Quella purtroppo è una cosa che mi ha accompagnato sempre, io vivevo con questa spada di Damocle sulla testa in ogni allenamento e in ogni partita”.

Sulla partita d’addio a San Siro, Milan-Brescia del 16 maggio 2004
“E’ stato commovente, ho sentito l’affetto di tutti i tifosi italiani”.

Sul possibile ritorno nel mondo del calcio
“All’inizio volevo staccare completamente e volevo capire cosa fare da grande e poi sì, ogni tanto ti torna il desiderio, ci pensi e poi per fortuna rimane un pensiero. Bisogna essere portati per fare anche determinate cose e io forse non mi reputo all’altezza di farle”.

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Sulla rivoluzione tattica di Sacchi
“Aveva creato questa scuola e tutti seguivano lui. Per cui, per chi aveva il mio ruolo, che non era ben definito, era difficile. Se penso a Zola che è dovuto andare in Inghilterra per giocare, rido. Penso che l’allenatore sia importantissimo ma il calcio lo fanno ancora i giocatori, per fortuna”.

Qual è stato il miglior Baggio?
“Quello di Vicenza. Perché mi ricordo che – senza presunzione – ero imprendibile. Purtroppo dopo il primo, grave infortunio mi sono reso conto che non ero più lo stesso, quell’incidente mi ha segnato per la vita”.

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