Ancelotti su Cr7: “Con me non era un problema, anzi li risolveva”

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Carlo Ancelotti ha rilasciato una lunga intervista al Corriere dello Sport. Un’occasione per aprirsi per il tecnico del Real Madrid. A partire dalla sua favorita al mondiale, passando per il cambiamento del calcio moderno. Non poteva mancare un riferimento anche al calciatore più chiacchierato del momento, Cristiano Ronaldo. Ecco le sue dichiarazioni:

Sul calcio attuale: “La cosa migliore per un allenatore è essere flessibile. È finita l’epoca degli integralismi. Nei novanta minuti io posso difendere a 3, passare al 4-4-2, al 4-5-1. L’avversario e l’andamento della partita non si possono trascurare.”

Sui calciatori copertina di questo mondiale: “Qualche individualità si è distinta, tutta gente conosciuta: Mbappé, Richarlison, Vinicius, Bellingham, Julian Alvarez, Guido Rodriguez e Bounou, il portiere del Marocco che l’anno scorso a Siviglia ha fatto benissimo”.

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Ecco il pensiero di Ancelotti sulle nazionali di questo mondiale:

 Sul fallimento del tikitaka spagnolo contro il Marocco: “Io non mi vergogno di abbassarmi e ripartire, pur disponendo di giocatori di notevole qualità. Con gente come Vinicius e Mbappé, poi, se una volta rubata palla non cerchi la verticalizzazione sei un delinquente. Difesa e contropiede Sono attualissimi. Contano le interpretazioni, gli adattamenti, i tempi di esecuzione. Come ha detto il più grande di tutti noi, Mourinho: ho vinto tante partite in questo modo.”

Sulla favorita di questo mondiale: “Il Brasile è la squadra più completa. Ha qualità, freschezza, esperienza che è ciò che più conta in competizioni del genere. Sono curioso di vedere anche l’Inghilterra con la Francia. Il limite degli inglesi resta la mentalità.”

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Ancelotti si è espresso anche su due suoi ex calciatori, Richarlison e Cristiano Ronaldo : “L’attaccante del Tottenham è un attaccante moderno, completo. Non è il tipico attaccante brasiliano, ma lo metto tra i migliori in circolazione. Su Cristiano Ronaldo: lui probabilmente si sente ancora un ventenne perché sta bene, dal corpo ha le risposte che cerca. L’ho avuto due anni, non è stato complicato gestirlo, non mi ha mai creato alcun problema. Anzi, me li ha risolti lui. Uno che segna almeno un gol a partita può essere considerato un problema? Cristiano si allena benissimo, è attento ai particolari, per me è stato fin troppo facile gestirlo. È un giocatore eccezionale”.

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