Al Khelaifi: “Vi racconto il nuovo PSG! Donnarumma sa come stanno le cose”

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Il presidente del PSG, Nasser Al Khelaifi, ha parlato in esclusiva alla Gazzetta dello Sport del calcio europeo, del suo PSG e di Superlega.

«C’era bisogno di un nuovo ciclo, di aria fresca, nuove idee, una nuova visione, nuove ambizioni e motivazioni. Non voglio paragonare allenatori o DS: ognuno ha qualità, ma poi c’è chi aderisce alla squadra e al club, e chi no. Con Campos e il nuovo tecnico, se mai ne avremo uno nuovo, voglio una squadra più collettiva, con più giovani francesi. Tutti devono essere orgogliosi della maglia, di giocare in Ligue 1. Devono dare il 200% in allenamento per dare il massimo in partita. Voglio più solidarietà, umiltà e spirito collettivo e meno individualismi. E voglio scoprire il nuovo Mbappé: anche per questo c’è Campos. Poi creerò un board di 5-7 grandi personaggi del business, della comunicazione o della politica, con il Psg nel cuore. Saranno i miei consiglieri speciali».

Il nuovo allenatore è Galtier?
«Non è il momento per gli annunci, ma non abbiamo mai parlato con Zidane».

La Champions League è un’ossessione o un obiettivo?
«Vogliamo costruire una nuova squadra feroce che va in guerra a ogni partita. La Champions è tosta: basta un dettaglio, un errore, come a Madrid, e sei fuori. Prima o poi la vinceremo».

Mbappé ha detto no al Real Madrid. Cosa si aspetta da lui?
«Il Real gli offriva molto di più e di soldi con Kylian ne ho parlato solo alla fine. È un giocatore fantastico che dimostra di essere il migliore ogni giorno. Mi aspetto di più da tutti, ma lui vuole già vincere tutto, giocare ogni partita, ogni minuto. Dicono che decida tutto lui: l’unica cosa che vuole è vincere. Ama il calcio, è un vincente, ha opinioni e consigli utili per migliorare le cose. Non fosse così penserei che non ha la mentalità da Psg».

Messi ha deluso.
«Non si discute uno con sette Palloni d’oro. Messi ha scritto la storia. Non è stata la sua miglior stagione, ma dopo più di vent’anni a Barcellona ha scoperto un nuovo Paese, una nuova città, un nuovo campionato, una nuova squadra, una nuova cultura. E lo stesso la sua famiglia. Si è pure ammalato di Covid. Non è stato facile. La prossima stagione vedremo il miglior Messi di sempre. E dopo il primo anno, finanziariamente è già un affare. Lo stesso sarà per Mbappé».

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Neymar fa ancora parte del progetto?
«Al di là delle voci su Neymar, tutti devono dare il massimo, altrimenti dovranno andarsene, come quelli che se ne sono approfittati: ci saranno vendite».

Dieci anni fa al Psg arrivò Verratti ormai il più titolato del club e della Ligue 1.
«Marco è come un figlio. Giocatore fantastico, un esempio, nel cuore del progetto. È cresciuto con il club, ama il Psg. Ne sono orgoglioso perché è pronto a morire in campo per la squadra. Pure da lui mi aspetto di più, che si prenda più responsabilità: le merita. È il miglior giocatore italiano».

Non è stato facile per Donnarumma, ma sarà il titolare?
«E’ vero, ma parliamo del miglior giocatore dell’Europeo. È fantastico come persona, atleta e professionista. Poi, lui e noi sappiamo come stanno le cose».

Cosa risponde al capo della Liga, Tebas, sul mancato rispetto del fair-play finanziario?
«Tebas chi? Non do lezioni a nessuno né interferisco con altri club o leghe. È da maleducati pretendere di dire agli altri cosa fare. Non accetto lezioni da chi vede la Champions come una minaccia per il suo campionato. Ho un progetto da costruire, rispettando tutti».

Da presidente Eca a che punto siamo con la Super League?
«Rispetto i grandi club. Il Real ha meritato la Champions: l’hanno festeggiata per giorni e poi vogliono ucciderla. A me piace vedere l’Ajax in semifinale, il Tottenham in finale. Ricordo con emozione le prime uscite in Europa del mio Psg, a Salisburgo con i tifosi a petto nudo al gelo. È l’anima del calcio. È ingiusto negarla con una lega chiusa. Non lasceremo che accada».

Prevede sempre 5 miliardi di euro in diritti tv per la futura Champions?
«Certo e spero di più con Nft e bitcoins, per la prima volta c’è vera concorrenza».

Da qatariota che Mondiale sarà, anche senza l’Italia?
«Senza l’Italia è come bere un cappuccino senza caffè. Sono triste che non ci siano i campioni d’Europa. E mi spiace per Verratti e Donnarumma. Sono certo però che sarà il più bel Mondiale della storia. Sono fiero del mio Paese».

Perché ha investito anche nel padel?
«Era organizzato come una Superlega che schiavizzava i giocatori. Così ho creato una Federazione aperta, con Luigi Carraro. Il padel ha un grande futuro».

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