ESCLUSIVA – Longhi: “De Ketelaere? Io e il Milan con lo stesso cruccio. Parole di Maldini scritte con il fuoco”

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Lorenzo Iadevaia
Classe 1996, appassionato a 360 gradi di calcio, sport con uno spiccato interesse per il campo della comunicazione, dell'informazione e dei media, è cresciuto professionalmente nelle web radio con sede in Toscana tra Prato e Firenze come speaker in programmi radiofonici e rubriche sportive e come web editor di un portale di informazione prima di approdare a Radio Rossonera in qualità di redattore del sito web e ritornare a occuparsi di calcio seguendo le notizie del mondo Milan. L’attenzione allo scenario social e il desiderio di essere sempre informato e aggiornato sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.

In attesa della sfida Juventus – Milan potenzialmente decisiva per la qualificazione della prossima Champions Leauge della squadra di Stefano Pioli abbiamo intervistato Bruno Longhi in esclusiva. Il giornalista ha parlato del match dell’Allianz Stadium a due giorni dalla sfida (con possibili assenze nei bianconeri), valutando a 360 gradi la stagione dei due club e provando ad anticipare le mosse di calciomercato della società rossonera. Di seguito le dichiarazioni del telecronista in esclusiva per il sito di Radio Rossonera.

 

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Juventus – Milan di domenica sera all’Allianz Stadium sarà una partita spartiacque ai fini della stagione dei due club. Per quale dei due pensa che pesi di più la partita e quale squadra per quanto visto nell’annata è più pronta a sopportare questo peso?

“Chiaro che la situazione del Milan è molto più favorevole a quella della Juventus, perché sappiamo benissimo cosa è capitato lo scorso 22 maggio alla Juventus proprio nel giorno in cui si celebra in casa bianconera l’ultima Champions vinta nel 1996. Però non dimentichiamo un fatto altrettanto importante… Si gioca Inter – Atalanta, per cui il Milan ha un vantaggio nei confronti dell’Atalanta. Il punteggio della gara di Milano potrebbe essere anche condizionante. Aperta e chiusa questa parentesi è chiaro che il Milan ha molto da giocarsi. Dopo l’eliminazione subita in Champions ha ritrovato sé stesso nella tranquillità anche se chiaramente la partita con la Sampdoria non faceva testo. Però si è vista una squadra che ha ritrovato i propri meccanismi, che si è liberata mentalmente per cui ha giocato, al netto delle assenze tipo Bennacer, da Milan”.

Bruno Longhi ha continuato così: “Il Milan c’è, la Juventus non so quali stimoli possa avere. Perché si è visto anche nella partita di Empoli che nonostante la buona partenza è stata condizionata, è inutile negarlo, dalla notizia che aveva avuto poco prima. E la notizia non è stata cancellata, frulla sempre nella mente dei giocatori. Detto questo la Juventus ha le potenzialità, perché sappiamo che è una squadra forte i cui singoli sono di livello internazionale. La Juventus ha le potenzialità per creare fastidio al Milan, ma chiaramente dal punto di vista psicologico e delle motivazioni sta meglio il Milan”.

Longhi, la notizia dell’affaticamento al tendine sartorio di Dusan Vlahovic lo pone in dubbio per Juventus – Milan. Quanto perderebbe la squadra di Allegri senza di lui e i bianconeri possono ben sopperire alla sua assenza?

“Si è visto nelle ultime partite che Kean sta benissimo, che Milik è un giocatore di valore. Vlahovic non è che è stato il portabandiera della Juventus quest’anno. Sono state più le critiche che si è beccato che gli elogi, per cui manca un giocatore che avrebbe potuto fare, ma che non ha fatto. Ha delle potenzialità e la Juve può tranquillamente fare a meno di questo Vlahovic non è un giocatore indispensabile come può essere Lautaro Martinez nell’Inter o Leao nel Milan o Osimhen nel Napoli. È una perdita a cui la Juventus sopperisce tranquillamente con gli altri giocatori, se non ci sarà ovviamente”.

 

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La Juventus e il Milan per motivazioni diverse hanno vissuto stagioni piene di alti e bassi. Chi si sente di salvare tra le due e perché?

“Il Milan è comunque arrivato a una semifinale di Champions. Questo è un dato a favore dei rossoneri. Sulla Juventus faccio una premessa: io non sono uno di quelli che ha il fucile spianato contro Allegri, sia chiaro, perché ha tra le peculiarità quella di essere un allenatore che fa rendere bene i giocatori forti. Quando sento certe critiche sul gioco posso essere d’accordo, però sulla professionalità nulla da eccepire. Quest’anno e lo scorso sono stati anni con ‘zero tituli’ ,per dirla alla Mourinho, e se guardiamo l’espressione di gioco con le attenuanti degli infortuni e il fatto che sia uscita dal girone di Champions vincendo solo con il Maccabi Haifa. Quella del Milan non è stata una grande stagione, ma quella della Juventus è stata una brutta stagione”.

Bruno Longhi, cosa ne pensa nel dilemma del tifo rossonero tra chi gioisce per la semifinale di Champions League raggiunta dopo 16 anni e chi invece è più critico per come è andato il doppio confronto, influenzato magari da aver perso contro l’Inter? Da che parte si schiera?

“Le parole di Maldini penso che siano scritte veramente con il fuoco. Hanno giocato contro un avversario che è più forte, perché al di là della rivalità cittadina bisogna mettere sulla bilancia i valori: il Milan ha avuto il piccolo rammarico che avrebbe potuto segnare un gol nel ritorno con Brahim Diaz, ma l’Inter se non avesse superato questa doppia sfida avrebbe avuto il rammarico dei gol mangiati all’andata. Voglio dire: se ne sono giocati 5 e si è vista la conclusione di questi derby. Il discorso del tifoso prescinde dal discorso tecnico che fa un giornalista. Quando i valori vengono fuori è anche giusto che si accetti il responso del campo”.

Che valutazione si sente di dare alla stagione complessiva del Milan al netto delle ultime due partite, che possono cambiare molto i giudizi, vista la priorità della qualificazione alla Champions League indicata dalla proprietà?

“Una stagione insufficiente quella del Milan. Tutti si aspettavano di più anche perché probabilmente il Milan lo scorso anno è andato al di sopra di quello che è il suo valore tenendo contro che quest’anno non c’era Kessié, quindi, ha perso una pedina fondamentale rispetto allo scorso anno. È inutile che sto ancora a sottolineare che i nuovi acquisti non hanno risposto alle domande e alle attese, lo abbiamo visto tutti”.

Bruno Longhi ha continuato così in esclusiva per il sito di Radio Rossonera la sua valutazione sulla stagione della squadra di Stefano Pioli:

“Il grande cruccio che ha il Milan e dovrei averlo anche io, perché io sono stato uno di quelli che ha visto giocare De Ketelaere prima che il Milan lo ingaggiasse e ci avrei scommesso su questo ragazzo qua. Oggi si quelli che la pensano come me che i dirigenti del Milan si rendono conto che è stato un acquisto sbagliato o almeno fino ad adesso si è rivelato sbagliato. È un po’ direi l’immagine di questa stagione del Milan, perché è venuto a mancare ciò che gli serviva e ovviamente se mi viene a mancare un pezzo importante vedi che non riesci a ripeterti. Non è stata una stagione sufficiente con il vanto di essere arrivati dopo anni a una semifinale di Champions”.

 

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Fuori dal campo come giudica i movimenti della società sul fronte rinnovi e dove dovrà essere investito il budget del prossimo mercato estivo?

“Bisogna sempre vedere che budget sarà. Se sarà un budget importante è chiaro che il Milan deve cercare un’alternativa a Ibrahimovic che potrebbe essere Arnautovic, troveranno un’alternativa a Rebic che potrebbe essere, dalle notizie che leggo, Openda o non so quale altro attaccante. Avrà bisogno di un centrocampista di peso e di stazza tipo Loftus-Cheek oppure Kamada. Loftus-Cheek è un gigante di 191 centimetri. Il Milan ha bisogno di muscoli poi bisogna vedere se a destra rimarranno Saelemaekers o Messias oppure farà il colpo della vita andando a cercare i giocatori alla Berardi o Orsolini di quelli che saltano l’uomo o fanno la differenza. Io sto facendo una lista di giocatori che potrebbero andare bene al Milan, ma la lista è soggetta a quella che sarà la volontà della proprietà di investire sul mercato”.

Infine, tra i confronti Milan contro Juventus che ha commentato da telecronista quale gli viene subito in mente e perché?

“Mi viene in mente un Milan – Juventus giocato a San Siro in cui vinsero i bianconeri con un gol di Trezeguet di testa dopo una rovesciata di Del Piero, ma non perché ricordi particolarmente quello. La ricordo perché l’anniversario è caduto pochi giorni fa. Si tratta del ricordo più fresco. Poi ricordo chiaramente quella del 1999, ma lì non l’avevo commentata, quando aveva fatto due gol Weah a Torino. Adesso dovrei sfogliare nell’album dei ricordi, ma francamente faccio un po’ fatica, perché un conto è commentare una finale di Champions o una finale di Coppa europea e quella te la ricordi. Le partite di Campionato spesso te le cancelli oppure magari sono convinto di averle commentate, invece, ho fatto solo un servizio”.

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Esclusiva Bruno Longhi

 

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