il 09/06/2023 alle 07:25

Inter, Zhang: “Pioli mi ha dato le basi! Stadio? Il Milan ha cambiato idea 4 volte…”

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Se una parte di Milano sta affrontando dei cambiamenti radicali, l’altra si appresta a giocare una finale di Champions League: intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il presidente dell’Inter Steven Zhang ha parlato del futuro della sua squadra, del momento del Milan, della questione nuovo stadio e… di Stefano Pioli.

steven zhang inter milan

Steven Zhang sull’Inter, sulla finale di Champions e sul calcio italiano

«Ad essere onesto, lo avevo solo sognato. E pensavo, guardando il momento del calcio e le differenze tra alcune Leghe, che sarebbe stato difficile arrivare a un traguardo del genere. Nonostante le risorse ingenti che Suning ha investito nell’Inter, a volte spendendo anche più di certe squadre inglesi, a causa dei diversi introiti dai diritti tv esiste ancora un gap enorme tra Premier e Serie A. Però il grande fascino dello sport e del calcio è che non sempre il denaro è tutto e alla differenza di risorse a volte si può sopperire con le idee, la competenza e la passione. Noi ci auguriamo ovviamente che domani sia una di quelle volte. L’Inter mi assorbe totalmente. Vivo con enorme intensità il club, ma non entro quasi mai negli aspetti tecnici o tattici riguardanti la squadra. Non ne parlo neanche con Inzaghi, di cui rispetto ogni scelta. Da presidente odio chi vuole insegnarmi come devo gestire il mio club e quindi non faccio lo stesso errore con i ruoli altrui».

Steven Zhang sugli allenatori che ha avuto all’Inter: l’attuale allenatore del Milan Stefano Pioli, Spalletti, Conte e ovviamente Simone Inzaghi

«Mi hanno tutti insegnato qualcosa. Pioli è stato il primo allenatore con cui ho lavorato in vita mia. Volevo avere un tecnico italiano che conoscesse perfettamente il campionato: Stefano mi ha dato le basi. A Spalletti sono molto legato perché ha tracciato un solco fatto di gioco, lavoro e risultati, riportando l’Inter in Champions League: un obiettivo fondamentale in quel momento. Con lui abbiamo avuto una delle migliori difese ed ho capito l’importanza di un grande reparto arretrato se si vuol vincere. Da quando acquistammo l’Inter ho subito desiderato un giorno di avere Conte in panchina. È un tecnico duro, di forte personalità, credo di non averlo mai visto felice, appagato o sorridere. Dopo una vittoria pensava subito alla successiva, senza mai un momento di relax o di soddisfazione. Ma è così che ha riportato lo scudetto all’Inter dopo 10 anni, interrompendo un ciclo della Juve che sembrava infinito. Se Conte è stato il più “difficile”, Simone è il più semplice. Lui ha grandissime capacità di gestione e infonde una incredibile tranquillità. Quando lo vedo prima delle gare, sono più teso io di lui. Inzaghi è stato un dono per me. Ed è l’uomo della finale di Champions. Spesso si chiede chi sia l’allenatore migliore o il più geniale. Io credo siano domande sbagliate. Ogni club ha una storia differente, il lavoro di un tecnico dipende dalla fase che la società sta vivendo, dai giocatori a disposizione, da molte cose. Il calcio non è una scienza esatta».

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Sul futuro dell’Inter, da Oaktree al progetto

«È un fondo importante gestito da persone molto professionali. Abbiamo intenzione di rinegoziare il prestito. Troveremo una soluzione insieme per il rifinanziamento. Finchè ci sarò io, ci sarà un’Inter stabile e competitiva. Le voci mi danno fastidio? No, siamo un grande club, so che per molti vedere il proprio nome accostato all’Inter regala visibilità. Sono come i rumors di mercato, basta ignorarli. Il trovare sponsor è un argomento strettamente legato ai diritti tv, nazionali e internazionali. Più audience e visibilità hai, più sponsor attiri. Nel post Covid purtroppo tante aziende sono diventate più prudenti e sono attente al budget. Per il main sponsor abbiamo tre o quattro candidature importanti. Non so ancora dire quale sarà scelta. Vogliamo un brand adatto all’Inter e stabile».

Steven Zhang sul nuovo stadio dell’Inter (e del Milan?)

«È lo stesso problema dei diritti tv. C’è difficoltà ad accettare cose nuove e a cambiare passo. Inter e Milan sono due club in competizione ma con il medesimo obiettivo di crescita. Uno stadio in comune lo garantirebbe più di due impianti. L’idea dell’Inter è sempre stata questa. Il Milan invece ha cambiato 4 proprietà e altrettante idee. Restare a San Siro? No la nostra priorità è un nuovo stadio, con o senza il Milan».

Sulla scelta del Milan di separarsi da Paolo Maldini e Frederic Massara

«È un tema molto delicato, investendo un’altra società e un grande personaggio come Maldini che ha vinto cosi tanto nel club. Ovviamente la gente è rimasta molto sorpresa da questa separazione, ma sono cose che nel calcio accadono. Un Milan stabile e competitivo è uno stimolo anche per l’Inter, cresciamo insieme».

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