Collovati: “Ancora mi parlano di Hateley! Io dal Milan all’Inter perché…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Passare dal Milan all’Inter e giocare un derby a San Siro? Fulvio Collovati racconta il gol di Hateley nel derby del 1984

In una lunga intervista concessa all’edizione di questa mattina di Tuttosport, Fulvio Collovati ha parlato di cosa vuol dire passare dal Milan all’Inter e giocare un derby a San Siro. Dal trasferimento ai nerazzurri dopo la seconda retrocessione dei rossoneri in Serie B allo stacco imperioso subito da Mark Hateley nel derby del 1984: Fulvio Collovati racconta una vita tra Milan e Inter.

Cos’è il derby di Milano e com’è viverlo da “traditore”

«Il derby è una partita in cui ai miei tempi, se sbagliavi, venivi marchiato. Quando salivi gli scalini che portavano in campo, la gente era molto più vicina rispetto a ora e ti urlava di tutto. E tu sentivi tutto: insulti, incitamenti, tutto. Giocare il derby porta responsabilità: a me sono quasi quarant’anni, dicasi quaranta, che mi parlano di quel gol di Hateley… Io non penso di non aver mancato il centravanti ma lui è stato bravissimo e questo gli va riconosciuto. Però in quella foto ci sono io e dal 1984 me lo ricordano. Quindi chi va in campo sabato si metta in testa che il derby è questo: basta un errore e a vita finisci nei manifesti».

«Oggi queste cose non fanno più scalpore, allora lo fece eccome. Tutto è nato perché accadde una cosa che capita una volta nella vita: dopo il primo anno in B per il calcioscommesse eravamo tornati in Serie A ma retrocedemmo di nuovo. All’epoca la Serie B non si fermava quando giocavano le Nazionali e io dovevo scendere in campo sabato e domenica: ricordo che una volta, dopo una partita di qualificazione a Spagna ‘82 ad Atene, presi un volo privato per essere in campo il giorno dopo col Milan… Fu così che Bearzot un giorno in ritiro mi prese da parte e mi disse che non poteva continuare così. Quindi andai all’Inter che fu la squadra che mi volle con più insistenza. Il primo derby? Come faccio a non ricordarmelo…. fui insultato per tutta la partita. Io lasciai il Milan da capitano e la fascia andò a Franco Baresi. Quel giorno feci finta di nulla, ma a San Siro non è facile perché si sente tutto e poi, all’epoca, si potevano portare dentro pure gli striscioni… Ma anche questo è il derby».

Collovati e i Milan-Inter a San Siro

«San Siro non perdona? Oggi non è più così. Prima il pubblico era impietoso e intransigente: bastava sbagliassi la prima partita e venivi marchiato, mentre ora i giocatori si aspettano di più. Ed è giusto che sia così, si intenda, ma io rimpiango il calcio di allora dove quei fischi ti aiutavano comunque a crescere».

«Non capisco proprio perché debba essere buttato giù: ristrutturiamolo e utilizziamolo per i grandi eventi. San Siro è un’istituzione per Milano, non comprendo proprio chi dice che vada dismesso…. Londra ha dieci stadi e a Milano facciamo fatica a utilizzare un impianto così?».

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