Tra storia, trofei e colori, il giornalista: “Vi spiego perché l’Inter è meglio del Milan”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Raramente ci si ritrova di fronte a dichiarazioni di questo tipo, ma in clima derby si sa, fin quando si resta sullo sfottò tutto è concesso: il giornalista Beppe Severgnini scrive sul Corriere della Sera un editoriale su Inter, Milan e la differenza tra le due. La sua opinione (evidentemente in netto contrasto con la nostra) è che i nerazzurri siano “meglio” dei rossoneri.

Si spiega così: “Non parlo della semifinale di Champions — quella, chissà. L’Inter è meglio storicamente, idealmente, poeticamente, caratterialmente, cromaticamente. Il Milan ha qualità, lo ammetto. È una squadra quasi simpatica, soprattutto quando non vince; è necessaria alla reciproca gloria. Non mi dispiace, devo dire. Appena San Siro intona «Chi non salta, rossonero è!» io salto e canto, ma sostituisco il rosso con un altro, più pallido colore”.

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Poi, addirittura il giornalista torna sulla fondazione dell’Inter: “Il primato storico non dipende dall’anno di fondazione. Il Football Club Internazionale è stato istituito a Milano il 9 marzo del 1908 da un gruppo di ribelli dell’AC Milan. A cosa si ribellavano? Al divieto di arruolare giocatori stranieri oltre a quelli già presenti in rosa, deciso dalla Federazione Italiana Giuoco Calcio, e accettato dalla società rossonera. Lo spirito nerazzurro, in sostanza, è internazionale: di nome e di fatto”.

È tempo di citare la storia… “Veniamo alle vittorie, sulle quali i cuginetti costruiscono la propria fragile idea di primato. Scudetti, siamo pari: 19 a testa (a proposito: né Inter né Milan scrivono sullo stadio di averne vinti un paio di più, e questo gli fa onore). Il Milan ha conquistato più Champions, certo (7 contro 3). Ma nel calcolo andrebbero inseriti altri fattori”. In questo senso, il giornalista prosegue: “L’Inter ha vinto il Triplete (2010), il Milan mai. L’Inter ha sempre giocato in serie A, il Milan è stato due volte in B («Una volta gratis, l’altra a pagamento», per citare l’immortale Peppino Prisco)”.

Dopo il “primato letterario” sullo speciale del Corriere della Sera Severgnini passa al carattere cromatico: “L’Inter è una squadra femmina, che intuisce, reagisce e va dritta al punto. Il Milan è un concetto maschile: pondera, elabora e costruisce, con alterni risultati. E i colori? Be’, nerazzurro è il cielo terso della notte, il mare dopo la tempesta, il ghiacciaio all’alba. Rosso e nero stanno bene insieme, non lo nego: ma ricordano vecchi libri di autori francesi, diavoli bonaccioni, forni per la pizza, fumosi tramonti nel traffico. Come si possono paragonare le due maglie?”.

Infine, il giornalista conclude su Inter e Milan puntando sull’attualità: “Il quarto posto in campionato è vicino, ma non è assicurato. Pensateci: non è una prova di grandezza imperfetta e delicata follia? Ecco, in questo Milan e Inter sono simili: squadre un po’ matte, tutt’e due. Solo che noi l’abbiamo messo in musica e lo cantiamo con gioia. «Pazza Inter, amalaaa!». Il Milan, della sua pazzia, un po’ si vergogna”.

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