Mandzukic: “Colpa di Allegri? Non si diventa Chiellini in due partite…”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, l’ex attaccante di Juventus e Milan Mario Mandzukic ha parlato del big match di domani sera con l’Inter.

Mandzukic, le manca il calcio e come si sta trovando a lavorare con la Croazia?
«Quando nel 2021 ho deciso di ritirarmi, ero in pace con me stesso perché ho raggiunto tutti gli obiettivi che sognavo da bambino. Fare il calciatore porta molta gioia e so che è stato un privilegio. Ma il calcio non è solo la partita della domenica: devi vivere una certa vita, che comporta viaggi, hotel, sforzi fisici e tanti sacrifici. Mi sono goduto la carriera, ma mi sto gustando anche il nuovo capitolo. Mi piace lavorare con la nazionale croata. Il c.t. Dalic è un leader e il nostro staff è composto da altri due ex giocatori, Corluka e Olic. Atmosfera speciale, come in famiglia».

Domani c’è Juventus-Inter: a cosa rinuncerebbe per giocare?
«So che vorreste una bella risposta… Ma io non vivo nel passato. Mi piaceva molto questa sfida e più grande era la partita, più grande era la mia ambizione di vincere. Mi piacerebbe andare a vedere la partita allo Stadium. In caso contrario, la guarderò in televisione: non mi perdo una gara della Juventus».

I tifosi della Juve, più che Ronaldo, rimpiangono lei e Tevez. Sorpreso?
«Non so se sia vero, ma sono grato a tutti coloro che mi ricordano con affetto. Non credo dipenda da Cristiano, che è uno dei top di tutti i tempi e alla Juve ha fatto grandi cose. Immagino che i tifosi a cui fate riferimento abbiano apprezzato la lotta e lo spirito che Tevez e io abbiamo portato in campo. E poi abbiamo vinto».

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Mandzukic, che idea si è fatto dei problemi della Juventus?
«Dall’esterno non è facile giudicare. Ma nel calcio nulla dura per sempre e anche il dominio della Juve era destinato a finire prima o poi. Ha perso diversi leader chiave, ragazzi che sapevano come vincere con continuità. È relativamente facile giocare una grande partita, ma è difficile ripeterla ogni settimana ed è quello che bisogna fare per vincere uno scudetto. La Juve ha ancora molta qualità, ma serve tempo per costruire una squadra, un carattere e acquisire le abitudini da scudetto. La Juve non è per tutti. Sono certo che prima o poi tornerà al livello che i tifosi desiderano».

Lei ha sempre avuto un ottimo rapporto con Allegri, ma ultimamente anche lui è molto criticato dai tifosi…
«Non mi sorprende che i tifosi critichino l’allenatore, chiunque sia, quando i risultati non sono buoni. È la natura del calcio: non importa cosa hai fatto uno, due o cinque anni fa. O anche cinque settimane fa. L’unica cosa che conta è come stai andando adesso. Ma non credo che questi risultati dipendano da Allegri, che ha dimostrato di essere un grande allenatore. Ci vuole tempo. Anche se i nuovi giocatori avessero tutto il talento del mondo, di certo non si diventa Chiellini in due partite».

Mandzukic, sente ancora Allegri?
«Sì, ma non parliamo della stagione. È un ottimo tecnico e credo che possa ribaltare la situazione. Mi sono divertito in ogni allenamento con lui. E che sfide a basket: lui pensa di giocare bene, ma io gli ho dimostrato che non è così bravo come crede…».

La Juventus, distante 10 punti dal Napoli, può ripetere la vostra rimonta scudetto 2015-16?
«Noi eravamo più indietro di 10 punti… quindi sì, è possibile! Ma non dipende da un singolo giocatore, bensì da tutta la squadra, che deve dimostrare spirito collettivo e determinazione nel voler raggiungere l’obiettivo. Quando sei così indietro, dipendi anche dagli altri. Però la Serie A è tosta, è probabile che tutti possano perdere punti strada facendo. Nel 2015-16, quando eravamo indietro, ci siamo riuniti e tutti insieme abbiamo deciso di invertire la rotta. Adesso non sono nello spogliatoio e quindi non posso dire di più. I ritorni di Pogba e di Chiesa al top aiuteranno, ma non giocano da soli».

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Mario Mandzukic
Photocredits: acmilan.com

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