Milan, insulti al portiere Maignan, Di Canio: “Fatelo ora, cog***i!”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Paolo Di Canio lancia un appello all’Udinese dopo gli insulti razzisti dei tifosi al portiere del Milan Mike Maignan

Increscioso quanto accaduto nel primo tempo di Udinese-Milan di sabato, quando il portiere Mike Maignan è stato più volte chiamato con appellativi di matrice razzista da parte dei “tifosi” avversari: insulti che hanno portato alla temporanea sospensione del match. Nel corso della trasmissione “Sky Calcio Club” su Sky Sport, se n’è a lungo parlato. Il conduttore Fabio Caressa ha introdotto il tema e innescato la discussione con Paolo Di Canio, Beppe Bergomi, Luca Marchegiani e Marco Bucciantini. Di seguito, le parole dei protagonisti e l’appello da parte dell’ex giocatore di Milan, West Ham e Lazio, tra le altre.

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Il dibattito al Club

Caressa: “Visto che siamo entrati nell’argomento Milan non possiamo parlare di quello che è successo ieri, con quello che viene definito “Il caso Maignan” che in realtà non è il caso Maignan ma è il caso razzismo: qui è inutile girarci troppo intorno, io sento sempre giustificazioni. Stamattina Maignan è stato molto deciso nelle sue dichiarazioni che ha rilasciato su Instagram e ha detto “se adesso non intervenite pubblico, tifosi, federazione, procura, allora siete conviventi”. Cioè basta con tutti i discorsi campati in aria, questo è il momento in cui bisogna agire. Prima di tutto vorrei fare i complimenti a Maresca che si è trovato a gestire una situazione non facile, l’ha gestita secondo me con intelligenza e anche con sensibilità che non è una cosa scontata”.

Caressa: “Adesso qua, basta fare distinguo tra una città e un gruppo, sono tanti o sono pochi, il nostro non è un paese razzista… va bene, queste cose le abbiamo dette 100 volte. Però, vogliamo dire che nel 2024 in un paese civile questa roba qua no è più accettabile? Lo vogliamo dire con gran forza? Qua non c’è nessuno che non possa dire una cosa del genere, chiunque può dire una cosa del genere. Bravo anche Balzaretti in questa situazione a fare subito delle dichiarazioni al momento giusto.

Quindi qua i distinguo sono inutili! Io ho letto addirittura “eh ma la gente è ubriaca, non sono veri razzisti”… allora qua se tu hai fatto un fatto razziale, sei razzista. Non possiamo più avere tutti questi distinguo altrimenti non ne usciamo più. Chi lo fa, va punito”.

Bucciantini: “Ogni gesto, frase, comportamento che anche nasce dall’ignoranza ma ricorda a chi lo subisce il contesto storico razzista, è razzismo; ogni persona che ti offende ricordando quel fatto storico, è razzista; stop, punto. Il razzismo va tolto dalla società. C’è una parola per me fondamentale in questi casi che si chiama “separazione”: dobbiamo separarci da questa gente, dobbiamo essere sicuri che se mandiamo qualcuno allo stadio sta in mezzo a gente civile”.

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Caressa: “A me non interessa che chiudano il settore oppure come si decida la partita a tavolino… sono cose inutili! La partita a tavolino in mano a questa gente oltre all’insulto razzista gli dai anche la possibilità di nuocere alla società, quindi di ricattarla. A Udine tra l’altro c’è un sistema di telecamere molto moderno, li vai a riprendere e non li fai più entrare, non voglio proprio più che entrino allo stadio. A me che sia uno giovane che ha sbagliato non me ne frega niente perché comunque se gli viene in mente di fare quei versi lì, proviene da quel processo culturale lì, non si può dire “ha scherzato”! No! Vuol dire che tu hai in testa quel processo culturale lì che va abolito, tolto, eliminato, sradicato direi proprio”.

L’appello di Di Canio

Di Canio: “È una mia idea, perché anche ieri quando ho visto che succedeva anche in passato ho pensato: l’Udinese è una delle squadre più multietnica e con più giocatori di colore. Io avrei chiamato Success, Kabasele, i miei 5-6 giocatori di colore e sarei andato sotto la curva fermi a dire “coglioni fatelo adesso”. Proprio per far capire, li smascheri! Perché poi appena segnano esulti.

Oltre ad essere razzista, è vero che non bisogna fare distinguo, ma sono proprio coglioni perchè poi hanno amici di colore. Maignan è stato anche bravo, onesto, non ha voluto fare il teatrino. Ha detto “non è stata la curva, è stato qualcuno”, non si può fare ed è uscito per dignità e decenza”.

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