Milan, troppi infortuni? Leao risponde così via social

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Leao si espone in prima persona sulla questione infortunati: colpa del Milan o si giocano troppe partite? La Uefa, intanto, rema contro

Con il forfait di Okafor, il numero degli infortuni del Milan si avvicina sempre di più ai trenta stagionali. In vista di Milan-Fiorentina, gli assenti saranno otto: Bennacer, Caldara, Kalulu, Kjaer, Leao, Okafor, Pellegrino, Sportiello. A questi si aggiungono i rientri in gruppo recenti, dopo altri guai fisici: Calabria, Loftus-Cheek, Pulisic, Thiaw. Una situazione che si trascina da inizio stagione e che mette seriamente a repentaglio il raggiungimento di qualsiasi obiettivo.

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Milan, troppi infortuni

Di chi è la colpa? Di fronte all’epidemia dilagante di infortuni muscolari, il popolo social è sempre alla ricerca del capro espiatorio. C’è chi indica Pioli, c’è chi indica Osti, c’è chi colpevolizza tutto lo staff del Milan. Sicuramente (vedendo i numeri delle altre squadre), un difetto di preparazione importante c’è, ma non bisogna soffermarsi unicamente su questo. Un’ora fa, Leao ha ripostato sul suo profilo Twitter un’intervista rilasciata da Koundé. Secondo il centrale del Barcellona: “Ci sono troppe partite. La velocità è diventata sempre più intensa, questo provoca troppi infortuni. Il ritmo a cui stiamo andando sta diventando sempre più pericoloso, ci sono sempre più infortuni seri”. Il ritmo è aumentato rispetto al passato? “Le persone dicono che eravamo abituati a giocare così tanto. Anche se questo fosse vero, non significa che fosse giusto in passato”. Leao sposa decisamente questa linea: troppe partite, troppa intensità, troppi infortuni. A prescindere dalle colpe del Milan.

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Direzione opposta

A parlare della situazione infortuni (nel Milan e non solo) è stato anche Pellegatti, in esclusiva sul canale Youtube di Radio Rossonera. Il numero degli infortuni dopo il Mondiale in Qatar del 2022 è aumentato esponenzialmente: si parla di un +200% per gli infortuni al polpaccio e di un +170% per gli infortuni alla coscia, per fare un paio di esempi. Non basta: l’inserimento delle pause Nazionali all’interno della stagione per “permettersi” un Mondiale per Club a giugno aumenta ancora di più il numero di partite disputate ogni tre giorni. Per fare un altro esempio, tra Milan e Francia, Theo Hernandez potrebbe arrivare al match col Frosinone con sette partite nelle gambe in 25 giorni. Molti calciatori cominciano ad alzare la voce, ma la direzione presa dalla Uefa sembrerebbe essere opposta.

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