Milan, perché sempre il flessore? Infortuni, risponde il dott. Marano

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Gli infortuni a casa Milan sono sistematici? E perché c’è sempre di mezzo il flessore? Quello di Pierre Kalulu si poteva evitare? Ne abbiamo parlato in ESCLUSIVA col dottor Marco Marano

Dopo esserci caduto (nello stesso periodo) nella stagione 2021/2022 e in quella scorsa, il Milan torna ad avere a che fare una crisi di rosa legata agli infortuni. L’allarme è diventato sempre più insistente prima, durante e dopo Napoli-Milan. Nel weekend del Maradona, il Milan ha perso Simon Kjaer (affaticamento muscolare che non gli ha permesso nemmeno di partire), Pierre Kalulu (uscito dopo 20 minuti per quella che si è dimostrata essere una lesione del tendine retto femorale sinistro), Christian Pulisic (contrattura alla coscia sinistra, escluse lesioni) e Marco Pellegrino (frattura composta dell’osso calcaneare del piede sinistro). Per capire meglio cosa e soprattutto perché sta causando tutti questi infortuni in casa Milan abbiamo fatto due chiacchiere con il dottor Marco Marano, un medico specialista in Ortopedia e Traumatologia. Oltre ad aver parlato nello specifico dei motivi che stanno portando il problema a diventare sistematico a Milanello, Marano si è concentrato ai nostri microfoni sulla particolare situazione di Pierre Kalulu e in generale dei diversi infortuni al muscolo flessore.

Cosa possiamo dire sulle Nazionali? Siamo abituati a dare le colpe a loro, può uno staff atletico indurre un infortunio una volta che il giocatore torna nel Club?

“Sicuramente sì se non si valutano i carichi di lavoro del giocatore, se non si conosce bene cosa ha fatto nelle settimane precedenti, se ha muscoli particolarmente affaticati. Il secondo fattore è il viaggio, fattore importante: i voli transoceanico in condizioni già di affaticamento sono una condizione ideale per un infortunio”.

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L’ultimo dei tanti infortuni in casa Milan è la lesione rimediata da Kalulu in Napoli-Milan, probabilmente sarà un lungo stop…

“Un brutto infortunio, di solito non guarisce senza intervento chirurgico. Il tendine è interessato, un caso come questo prevede tempi di recupero molto lunghi, almeno quattro mesi, un brutto colpo per un Milan già pieno di infortunati”.

Una curiosità sul flessore, muscolo protagonista quest’anno. Lo abbiamo visto con Pulisic, uscito prima durante la partita col Napoli. C’è un motivo per cui si parla proprio di questo muscolo?

“Il flessore è un muscolo che si infortuna spesso nei calciatori. Nel calcio, le possibilità di infortunio sono spesso legate a due fattori, a due momenti: quello dello sprint e quello del calcio alla palla. E il flessore è un muscolo che viene utilizzato in entrambe queste due “fasi” del gioco, facendo sì che spesso questo tipo di muscolo si infortuna. Nelle statistiche che abbiamo noi, delle squadre che partecipano alla Champions Leauge e in generale alle competizioni UEFA, il flessore è il primo muscolo per infortuni: circa un terzo degli infortuni muscolari coinvolge il flessore, il punto debole del calciatore e il muscolo sul quale si cerca di fare la maggior prevenzione possibile”.

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“Si può far qualcosa? Sì ma è fondamentale considerare lo stato dell’atleta in quel momento. Se si ha il minimo sentore che il muscolo, soprattutto il flessore, sia affaticato o possa manifestare il minimo segno di affaticamento o di sovraccarico, in quel caso il muscolo non va sollecitato. In questi casi, uno dei momenti di prevenzione più importanti è quando si decide se il calciatore debba saltare o meno degli allenamenti o addirittura delle partite”.

“Da quello che ho letto, penso che anche l’infortunio di Kalulu si possa far rientrare in questo tipo di dinamica, perché sembrava che avesse già problemi a quel muscolo, a quella coscia. La partita è quindi probabilmente stata giocata in condizioni non ottimali, questa è la classica situazione nella quale il giocatore aveva un’altissima probabilità di farsi male. Se dobbiamo andare a vedere, ha avuto una rottura non del muscolo ma del tendine, quindi rientriamo nella condizione più grave che ci possa essere dal punto di vista delle lesioni. Il fatto di fermare un giocatore per qualche allenamento è fondamentale per non fargli saltare partite”.

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