L’ex medico del Milan: “Infortuni, sta qui l’origine del problema”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Gianluca Melegati, ex medico sociale del Milan, ha provato a far luce sul dramma infortuni che sta vivendo la rosa rossonera

Mai come quest’anno, il Milan è falcidiato da una serie di infortuni che ne stanno compromettendo la stagione. Della difficile e per certi versi grottesca situazione che sta vivendo il club di via Aldo Rossi ha parlato il professor Gianluca Melegati, medico sociale del Milan nell’anno dello scudetto di Allegri e poi nel biennio 2017-2018 ai microfoni del Corriere della Sera.

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L’origine del problema

Di seguito, le parole del professore Gianluca Melegati sul disastro infortuni in casa Milan:

QUAL E’ IL PROBLEMA? «Il problema sono le lesioni muscolari, tutte le squadre di alto livello che disputano un numero elevato di partite ne patiscono. Ma c’è una spiegazione. Il calcio è molto cambiato: sono aumentati la velocità, il pressing e lo sprint nel breve. Sono cresciute le sollecitazioni. Per ovviare occorre raggiungere un punto di equilibrio fra i carichi di lavoro in campo e quelli in palestra».

GLI INFORTUNI DEL MILAN: «L’origine sta o nell’area medica, ma lo escludo perché conosco il dottor Mazzoni e so che è attentissimo alla prevenzione e alla gestione dei recuperi. O nell’area tecnica. Non è semplice trovare un bilanciamento ottimale fra intensità e carichi di lavoro».

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FUTURO: «Cosa fare quando in futuro aumenteranno ancora le partite? Occorre uno screening dei giocatori molto rigoroso per stilare un programma di prevenzione tagliato su misura. Visto che le nuove competizioni garantiranno maggiori introiti i club potranno permettersi rose più ampie e a mio avviso occorrerà un numero più alto di sostituzioni in una partita. In un calcio dove aumentano la velocità e l’usura, la fase di recupero diventa determinante. Se si è poco idratati o con poche ore di sonno alle spalle il rischio di infortuni aumenta, è ovvio».

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