“Infortuni? Milan, così paghi il prezzo!”: Capello indica la via

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Capello delucida sugli infortuni del Milan: la chiave di lettura offerta dall’ex è sinora unica

Un curioso punto di vista fino a oggi non considerato da esperti e opinionisti sulla delicata questione infortuni in casa Milan. Sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, l’ex allenatore rossonero Fabio Capello ha offerto il suo parere in merito, oltre che sul caso Stefano Pioli e il calciomercato. In particolare, sotto la lente d’ingrandimento dell’ex tecnico la preparazione estiva e i tour all’estero. Di seguito, alcuni passaggi della sua intervista alla rosea.

CAPELLO BACCHETTA PIOLI: “COSÌ NON VA BENE! SARÒ ALL’ANTICA, MA…”

Pioli e gli accorgimenti

Capello, avrebbe un senso cambiare l’allenatore del Milan adesso?

«No, ma Pioli deve trovare delle soluzioni. Continuare sulla stessa linea non va bene. Bisogna capire dove agire: difesa, centrocampo, attacco. Due anni fa Pioli aveva a disposizione un centrocampo formidabile, con Tonali, Kessie, Bennacer, Calhanoglu. Quello che è adesso non si capisce, ma il centrocampo è il motore della squadra. Agirei lì, anche se con tante assenze non è semplice».

C’è un problema tattico?

«Le squadre che agiscono in contropiede mettono in difficoltà il Milan, lo si è visto più volte. Io lavorerei su questo e cercherei di avere una difesa più attenta».

Mancano giocatori importanti. Si può rimediare a gennaio con qualche innesto?

«Intanto si potrebbe tentare con nuove soluzioni tattiche in difesa. Ma anche l’aspetto psicologico è fondamentale. La tattica fornisce rimedi, però non può tutto».

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Emergenza e possibili rimedi

Si parla molto degli infortuni.

«Sarò all’antica, ma penso che si sia fatta poca preparazione per andare a giocare negli Usa o altrove, come molte squadre fanno. Vai a giocare subito per motivi commerciali, poi paghi il prezzo. Bisognerebbe ricominciare a lavorare a scaglioni, ma quando si incontrano grandi squadre, anche in amichevole, nessuno vuole perdere».

Giocare a zona anziché a uomo in determinate situazioni quali vantaggi darebbe?

«Non sarebbe il rimedio per tutti i mali, però aiuterebbe. Il Milan in questo modo potrebbe essere meno aggressivo, ma più ordinato. E in questo momento è importante avere equilibrio e fare filtro. Ripeto, il centrocampo è cambiato molto e adesso non è né carne né pesce. Mi auguro per il Milan che Bennacer torni ad essere il giocatore che era prima dei problemi fisici».

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