Milan, l’inchiesta finisce sul Financial Times: “Non si capisce molto”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il Financial Times fa il punto della situazione sull’inchiesta sul Milan tra Elliott e RedBird: il ruolo di Blue Skye e la risposta della FIGC

L’inchiesta sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott al fondo RedBird che dura ormai da diversi giorni è arrivata anche oltremanica. In un focus pubblicato oggi sul portale web, il Financial Times (il marchio mediatico più affidabile al mondo e la più importante testata economica europea secondo una rilevazione Ipsos del 2020) ha provato a fare il punto della situazione spiegando perché il fondo Elliott è impegnato in una disputa legale con la società di investimento Blue Skye e in che modo tutto ciò ha a che fare con le perquisizioni della Guardia di Finanza di martedì 12 marzo a casa Milan e negli uffici degli indagati Giorgio Furlani (AD del club) e Ivan Gazidis (ex AD del club).

Elliott e Blue Skye

Tutto, racconta il FT, inizia nel 2022 quando Elliott Management vende il Milan al fondo RedBird Capital Partners, gruppo di private equity gestito da Gerry Cardinale. Prima della vendita, la società di investimento Blue Skye gestita da Salvatore Cerchione e Gianluca D’Avanzo possedeva una piccola partecipazione nel club. Per l’ingresso nel pacchetto azionario del Milan di Blue Skye bisogna tornare nel 2017: Cerchione e D’Avanzo, partner di lunga data dell’hedge fund Elliott (avevano chiuso poco prima un accordo per acquistare l’Hotel Bauer sul Canal Grande di Venezia) avevano mediato l’accordo di finanziamento tra lo stesso fondo americano e Li Yonghong, al quale Silvio Berlusconi aveva appena venduto il club. Lì, Blue Skye si assicuròuna quota leggermente superiore al 4%, una commissione legata alla gestione dell’affare e una quota sul potenziale profitto di una futura vendita“, scrive il portale.

Dopo la cessione del Milan a RedBird, Blue Skye ha portato in diversi tribunali il fondo Elliott, dall’Italia al Lussemburgo, accusando il fondo di aver violato i loro diritti in quanto azionisti di minoranza nell’operazione di vendita. E’ di pochi minuti fa la notizia, riportata da Calcio e Finanza, della terza e ultima vertenza di Blue Skye contro Elliott respinta dal Tribunale Civile di Milano: in totale, compresi anche quelli negli USA, i contenziosi aperti sono stati ben 11. A breve, chiude il portale italiano, “è attesa la prima udienza della accusa penale privata” con la quale Elliott ha risposto alle accuse di Blue Skye accusando la società a sua volta “di reati tra cui ricatto, estorsione e false dichiarazioni fraudolente” a sostegno delle sue azioni legali contro la vendita del Milan.

L’inchiesta della Procura di Milano sul passaggio di proprietà del Milan e la risposta della FIGC

E’ proprio dalle accuse di Blue Skye, scrive il FT, che l’indagine sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott al fondo RedBird della procura di Milano ha preso piede. I motivi, dopo più di due settimane di caso mediatico, sono noti a tutti: il sospetto, alimentato da Cerchione e D’Avanzo, è quello che il fondo Elliott sia ancora colui che controlla effettivamente la società, accuse smentite subito sia dallo stesso hedge fund che da RedBird Capital Partners.

Per provare ad indagare in maniera più approfondita la questione, il Financial Times ha contattato la FIGC, chiedendogli delucidazioni sull’accusa della Procura all’AD Giorgio Furlani e l’ex AD Gazidis di “ostacolo all’esercizio delle funzioni delle autorità di vigilanza“, autorità che in questo caso è proprio la Federazione Italiana Giuoco Calcio. Al quotidiano, la FIGC ha risposto affermando di non aver ancora ricevuto dalla Procura di Milano alcuna informazione sull’inchiesta oltre al mandato di perquisizione, mandato dal quale, scrive testualmente la fonte, “non si capisce molto“.

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