Inchiesta Milan, nuovo retroscena: RedBird-Elliott e il non luogo a procedere

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il passaggio di proprietà del Milan da Elliott a RedBird era già stato indagato in Lussemburgo nel 2022: cosa c’è di diverso rispetto ad oggi?

Arriva un’importante novità riguardante l’inchiesta della Procura di Milano e della Procura Federale FIGC sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo RedBird al fondo Elliott. Bisogna andare indietro nel tempo di due anni e spostarsi in Lussemburgo dove risiede Rossoneri Sport Investment Luxembourg Sarl, la controllante della società. Nel 2022, infatti, la vendita del Milan da Elliott a RedBird era già finita sotto gli occhi degli inquirenti.

Il Milan, Elliott e RedBird accusati in Lussemburgo

A riportarlo è questa mattina in edicola l’edizione del Corriere della Sera. Il quotidiano racconta infatti di un indagine targata 2022 e avviata in Lussemburgo, sede come anticipato della controllante del Milan. In quel caso, “ancora una volta su impulso del fondo BlueSkye“, ci furono “diverse lamentele e ipotesi di reato” ma il succo della questione era lo stesso: anche con la vendita a RedBird l’influenza del fondo Elliott sul Milan è un’influenza da proprietario. Quel procedimento penale, scrive il quotidiano, “si è chiuso con un non luogo a procedere“. Questione chiusa: l’ordinanza, spiega il Corriere, in Lussemburgo non è appellabile.

Analogie e differenze

E’ lo stesso quotidiano a spiegare poi in che modo questo procedimento è legato (e in che modo non lo è) all’inchiesta di FIGC e Procura di Milano sul passaggio di proprietà del Milan da RedBird a Elliott. Su quest’ultima “non c’è nessuna conseguenza diretta“, visto e considerato che l’AD Furlani “è indagato perché non avrebbe fornito alla FIGC corrette comunicazioni sul proprietario del Milan“. La premessa accusatoria, continua il Corriere, è però la stessa, “ovvero che qualcosa di strano sia avvenuto nel momento del passaggio del club a Cardinale“. E a maggior ragione, fa notare in chiusura il quotidiano, dall’inchiesta del 2022 sulla controllante del Milan “qualcosa avrebbe dovuto emergere“.

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