Inchiesta Milan, Gerevini: “Elliott, Redbird e la mancata trasparenza” (ESCLUSIVA)

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

A Radio Rossonera parla Mario Gerevini: l’indagine su Elliott e Redbird e i “vecchi” dubbi ricomparsi sulla cessione del Milan

Ai nostri microfoni parla il giornalista Mario Gerevini il quale sul Corriere della Sera oggi ha dedicato un approfondimento sul “vero proprietario del Milan” a distanza di qualche tempo, quando già sollevava dubbi sul passaggio da Elliott a Redbird.

Che idea si è fatto di quel che sta accadendo al Milan in questi giorni?

“C’è un’inchiesta della magistratura che vuole approfondire alcune ipotesi di reato. Gli azionisti sono tranquilli, hanno diffuso un comunicato scrivendo che la compravendita è stata regolare. Mi sembra la logica in questi momenti in cui la Procura approfondisce le sue deduzioni e gli azionisti respingono le ipotesi coltivate dalla Procura”.

Rispetto a quanto aveva scritto in passato, ritrova qualche punto di contatto con qualche suo vecchio articolo rispetto a quel che è stato mosso dalla Procura di Milano in questi giorni?

“Chiaramente io avevo rilevato delle anomalie e dei dubbi sulla compravendita dal punto di vista finanziario. Diciamo che alcuni dubbi sulla compravendita, assetti e governance del Milan… Non significa che non ci sia stata una vendita da Elliott a Redbird. Ma che non è stata spiegata o comunque che non risulta così esplicita dalle documentazioni che abbiamo avuto. La procura starà andando in maniera molto più approfondita seguendo altri suoi canali sulle documentazioni che ha raccolto”.

L’ha sorpresa trovare un riscontro di possibili azionisti arabi?

“Se ne parlava da tempo. Io penso sia assolutamente normale che ci siano delle relazioni con potenziali investitori. Tantopiù che c’è una parte della proprietà del Milan che è sostenuta da un prestito. È evidente che Cardinale possa avere interesse a fare entrare qualcuno con una quota di minoranza, lui dice. Fino a un certo punto si è pensato che non ci fosse nessuna trattativa, poi si è cominciato a parlare di una trattativa non per il controllo del Milan, ma di possibili contatti per una quota di minoranza e questo è probabile. Nel mondo degli affari c’è un continuo contatto. Di offerte ne arrivano in continuazione, specie per una società come il Milan che è stata risanata da Elliott con bilancio in attivo e ha grande appeal per la sua storia”.

C’è preoccupazione tra i tifosi: bisogna aspettare?

“La preoccupazione è assolutamente normale, anzi. Speriamo che questa si spenga piano piano con maggior chiarezza sulle ipotesi che la Procura sta seguendo e coltivando e che alla fine emerga quel che finora è mancato: una reale trasparenza sugli effetti del Milan. E su come si è svolta la compravendita. E sui rapporti tra Elliott e Redbird. L’inchiesta forse può servire anche a chiarire questo”.

Prima che uscisse l’inchiesta, che tipo di giudizio aveva dato sull’ingresso di Redbird?

“Il vendor loan è un prestito che fa il venditore al compratore. In questo caso Elliott ha prestato 560 milioni al 7% a Cardinale per favorire la chiusura dell’operazione. Il vendor loan è abbastanza frequente in operazioni di questo tipo. L’acquisto dell’Atalanta è stato fatto anche attraverso questo. È un insieme di operazioni che nel Milan hanno fatto pensare che non fosse stata fatta con chiarezza l’operazione. Non solo il vendor loan, ma anche il fatto che l’acquirente abbia lasciato intatto l’assetto operativo, di manager. Puoi acquisire un’azienda e farti prestare i soldi anche dal venditore, specie se si tratta di un fondo, ma cominciare a gestirla con alcuni tuoi uomini.

Se lasci nei posti chiave l’amministratore delegato, il direttore finanziario oppure una quota paritaria in CdA e in più il vendor loan ha come garanzia il 100% sulle quote del Milan e questo assetto permane per mesi, è giusto interrogarsi se effettivamente questa compravendita non abbia degli accordi tra Elliott e Redbird che sono stati resi noti. E tuttora c’è una gran parte della governance, degli assetti sopra al Milan (holding in Lussemburgo, nel Delaware e in Olanda) di cui non si sa nulla. Potrebbero esserci accordi in teoria tra i due fondi sulla gestione delle partecipazioni”.

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