Inchiesta Milan, in FIGC è una “corsa contro il tempo”: ecco perché

I più letti

Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

La Procura di Milano ha inviato i primi documenti sull’inchiesta sul Milan alla FIGC: Repubblica spiega perché è “una corsa contro il tempo”

L’ultima novità dell’inchiesta sul passaggio di proprietà del Milan dal fondo Elliott al fondo RedBird riguarda la FIGC: la Procura di Milano ha inoltrato alla Procura Federale i primi documenti sull’indagine in corso. Secondo quanto riportato questa mattina da Repubblica, scatta ora una corsa contro il tempo: la FIGC ha quattro mesi di tempo per chiudere le indagini sul Milan e l’unico documento che hanno tra le mani, al momento, è il decreto di perquisizione dello scorso mercoledì.

Inchiesta Milan Elliott-RedBird, documenti inviati in FIGC

Il quotidiano ha riportato questa mattina che “la procura di Milano ha trovato il tempo per trasmettere alla procura federale della Federcalcio una (piccola) parte del fascicolo d’inchiesta“. Cos’è arrivato negli uffici della Federazione? Per Repubblicasi tratta delle 12 pagine del decreto di perquisizione della scorsa settimana“, documento nel quale “si ipotizza come reato l’ostacolo alle funzioni di vigilanza proprio della Federcalcio, visto che sarebbero state fornite informazioni incomplete alla commissione per l’acquisizione di partecipazioni societarie“. Così dovesse essere, il Milan avrebbe violato l’articolo 32 comma 5 del Codice di Giustizia Sportiva e rischierebbe una multa o una penalizzazione.

Corsa contro il tempo

La situazione è al momento ancora tutta al condizionale (“si ipotizza“, “sarebbero state fornite“): la Procura ha mandato in FIGC un semplice decreto di perquisizione. La fretta di andare a fondo della questione può rivelarsi controproducente per la Procura Federale. “Il nemico inatteso“, scrive il quotidiano, “è il tempo: il codice prevede un tempo massimo di sessanta giorni per le indagini, con la possibilità di due proroghe: una di quaranta giorni e una di venti“. La FIGC ha quindi quattro mesi per chiudere l’indagine, “forse pochi per attendere l’analisi degli inquirenti milanesi sulla mole di documenti trovati“, chiude Repubblica.

Ultime news

Notizie correlate