Inchiesta Milan, i dubbi di Ravezzani: “Non ha senso” Poi va sul calcio italiano

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

L’inchiesta sul Milan scatena i dubbi del giornalista Fabio Ravezzani, che ha definito il tutto (al momento) “tutto molto strano”

Tre giorni dopo la notizia sull’inchiesta da parte della Procura di Milano sul passaggio di proprietà del Milan da RedBird a Elliott, le cose che sono emerse non convincono Fabio Ravezzani. Per il giornalista, direttore di Telelombardia, la questione è “quantomeno strana“.

“Perché avrebbero dovuto farlo?”

Con 3 diversi post sul suo profilo personale X, Fabio Ravezzani ha espresso tutti i suoi dubbi l’inchiesta giudiziaria che sta coinvolgendo il Milan tra Elliott e RedBird: “Diciamo la verità, si pensava che la Procura di Milano avesse trovato qualche prova eclatante di stranezze nella cessione Milan. Per ora, nulla emerge o si profila. Né si capisce perché Elliott avrebbe dovuto correre rischi del genere, data la sua storia. Tutto molto strano“.

Ma la cosa che non lo convince di tutta la faccenda è un’altra: “Elliott gestisce una montagna di denaro in tutto il mondo e ha vinto centinaia di contenziosi, perché improvvisamente avrebbe dovuto cercare una frode per un importo (per il Fondo) tanto risibile? Non ha senso“.

Poi, la considerazione sulle condizioni del calcio italiano: “Aggiungo che scatenare una bufera giudiziaria sul Milan che ha finalmente bilanci virtuosi mentre il calcio italiano annaspa tra debiti e plusvalenze bellamente ignorate dalla magistratura è quantomeno strano“.

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