Ilaria D’Amico: “Milan e Inter si pungolano, mai dare per morta la Juventus”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

Ilaria D’Amico presenta Milan-Juventus e si espone sul caso scommesse: “Sono andata a controllare eventuali illeciti di Buffon”

Oggi si gioca Milan-Juventus, Ilaria D’Amico si è concessa ad una lunga intervista per la Gazzetta dello Sport. Tanti i temi, dal ritiro di Buffon, al caso scommesse, per finire con il campionato e la Nazionale.

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Ilaria, come sta? 

“Bene grazie, vedo un po’ di luce e stabilità dopo l’ennesimo trasloco. In questo momento ho il grandissimo privilegio di poter scegliere che cosa fare, quindi lavoro solo in contesti che mi somigliano. Ho vari progetti in ballo, alcuni non hanno a che fare con la tv e il giornalismo. Ci sono un paio di cose che mi divertono davvero”.

E Gigi dopo il ritiro? 

“È molto sereno. Un po’ temevo questo momento, invece sta benissimo. Credo che in questi anni si sia preparato nel modo giusto. È molto impegnato tra Nazionale, i corsi da direttore sportivo e allenatore e quello di management che sta seguendo alla Bocconi. Poi sta studiando l’inglese, sta studiando, ogni tanto lo trovi con le mani nei capelli che ripete parole… Dice spesso quanto sia felice di cambiare pelle”.

Vi abbiamo visti insieme a Nyon, dove lei ha presentato il progetto italiano per l’Europeo che quel giorno ci è stato assegnato assieme alla Turchia. 

“È stato bello, l’idea di rappresentare il nostro Paese mi ha fatto particolarmente piacere. L’Europeo per l’Italia è un’occasione enorme, bisogna capire come sfruttarla davvero bene, dal punto di vista delle infrastrutture e per incentivare il movimento soprattutto sotto il profilo dell’inclusione”.

Che idea si è fatta del caso scommesse? 

“Mi è piaciuta la formula che la Federazione ha scelto per sanzionare i ragazzi coinvolti, dividendo la pena tra squalifica e attività di riabilitazione. Invece detesto l’ipocrisia diffusa intorno a questo tema. Da noi, come in gran parte del mondo, ogni cinque minuti vengono proposti attraverso tv, internet e giornali promo pubblicitari sul betting. Si è quindi deciso di promuovere il mondo delle scommesse ed è difficile non notare quanto queste siano cresciute in Italia con l’aumento dell’incentivazione. Eppure la ludopatia è una malattia grave, diffusa ora anche tra i giovanissimi. Quando però a scommettere sono dei nomi famosi, soprattutto calciatori, si sbattono in prima pagina ad indagine ancora in corso come fossero dei mostri. Allora bisogna chiarire: la scommessa è legale, se un calciatore non scommette sul calcio o non vende partite non sta commettendo alcun reato. Semmai posso pensare che se ci buttano tanti soldi siano dei cretini a caccia di emozioni dopanti, come lo è stato in gioventù Gigi e lo ha ammesso più volte facendo poi un lavoro su se stesso. Quelle ombre gettate sui loro nomi sono difficilissime da cancellare. Io stessa quando ho incontrato Gigi sono andata a controllare se avesse commesso illeciti o reati perché non ricordavo il suo coinvolgimento nel suo caso scommesse: non aveva fatto nulla, ma nel mio immaginario non era chiaro. Pensate allora che idea rimane alla gente di tutti questi ragazzi. Ti restano addosso delle stigmate, tanto che ancora oggi nel vedere Tonali e Zaniolo a Coverciano accompagnati da Gigi qualcuno fa ironia”.

Parliamo di calcio giocato? 

“Volentieri. E partirei dalla Nazionale. La gara con l’Inghilterra ha lasciato un po’ di amaro in bocca, visto quello straordinario primo tempo. Spalletti è per me un allenatore eccezionale e appassionatissimo, in questa squadra già si riconosce il suo tratto. Ho apprezzato molto il suo pragmatismo, non ha rinunciato alla sua impronta selezionando però su cosa fosse opportuno lavorare avendo così pochi giorni a disposizione. È la persona giusta per la Nazionale, certo è che il tempo non ha giocato a suo favore”.

Un primo bilancio di quest’avvio di campionato. 

Milan e Inter quando sono in vetta si fanno sempre bene a vicenda, perché si pungolano. Pioli che sembrava essere ripartito dalle fatiche del finale della scorsa stagione sta invece dimostrando di avere ancora la capacità di tirare fuori il meglio dal gruppo; Inzaghi ha disposizione una rosa molto attrezzata e un punto di riferimento come Marotta con cui può fare belle cose. Il pallino al momento lo vedo lì. Aspetto il Napoli che è in un ritardo enorme, ma che l’anno scorso mi aveva riempito gli occhi. Dopo un tecnico come Spalletti non sarebbe stato facile per nessuno, bisogna trovare la chiave giusta per far sì che il gruppo regali ancora quei frutti maturati nelle stagioni precedenti. Quanto alla Roma, Mourinho somiglia molto all’allenatore che mancava da anni dal punto di vista della capacità di emozionare, ma non so se tutto questo corrisponda a un risultato possibile a livello di scudetto, li vedo spesso fragili. Anche la Lazio di Sarri che l’anno scorso era così solida fa fatica. Mi piace molto Italiano, la sua Fiorentina sta andando bene e lui sta crescendo un passo dopo l’altro per farsi valere con il lavoro, il gioco e la solidità che sa dare alle squadre. Va senza dubbio seguito. Resta il fatto che siamo ancora all’inizio e può succedere di tutto”.

Oggi c’è Milan-Juve. 

“Sempre una partita bellissima. Vorrei capire meglio questa Juve, che non bisogna mai dare per morta. Sarà un ottimo modo per testare sia la tenuta del Milan, sia la capacità di rilancio dei bianconeri”.

Chi può andare più lontano in Champions League? 

“Il Napoli in Europa sa tirare fuori cose straordinarie; c’è ancora il gusto amaro della finale persa dall’Inter che spero sia motivo di rilancio, anche se non è sempre facile ripartire senza avere paura; il Milan sulla carta è la più europea delle nostre squadre; la Lazio deve ritrovarsi e se lo farà, se saprà cucirsi addosso il gioco sartoriale di Sarri, andrà avanti”.

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photocredit: profilo Instagram Ilaria D’Amico

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