Il giornalista: “Milan, Pioli meno colpevole di altri. Ma quante contraddizioni…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

L’esperto giornalista Alberto Cerruti ha analizzato la stagione del Milan e in particolare il suo rendimento altalenante in un editoriale per la Gazzetta dello Sport.

Queste le sue parole dopo la brutta sconfitta di Udine e poco prima della pausa nazionali: Ben venga la sosta per il Milan, anche se Pioli rivedrà i suoi nazionali soltanto la prossima settimana, che si concluderà domenica a Napoli. Sarà la prima gara in aprile, un mese determinante per difendere il quarto posto in campionato, visto che poi l’ultima sarà sul campo della Roma. E soprattutto per capire se proseguirà l’avventura in Champions dopo la doppia sfida con la squadra di Spalletti”.

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Comincia così la sua analisi sulle contraddizioni rossonere: “Questa altalena di prospettive rappresenta la principale, ma non l’unica, contraddizione della stagione del Milan, che rispetto a un anno fa ha mantenuto soltanto la capacità di sorprendere. Stavolta nel bene in Europa e nel male in Italia. Con una certezza che mette d’accordo tifosi e società: sarà più facile partecipare alla prossima Champions arrivando almeno al quarto posto in campionato, che vincendo la Coppa il 10 giugno nella fatal Istanbul”.

Poi, il focus del giornalista si sposta su Ibra: “Simbolico capitano di tutte le contraddizioni del Milan – lo definisce. A 41 anni e 166 giorni, il più vecchio giocatore di Serie A capace di andare in gol è un record che può soddisfare soltanto il suo ego”. Non solo, perché Cerruti ne ha anche per Thiaw: “L’unico dei nuovi acquisti che si è guadagnato in ritardo un posto da titolare. È passato in pochi giorni dal ruolo di difensore rivelazione, non a caso convocato in nazionale, a quello di peggiore in campo a Udine: un’altra contraddizione particolare al centro di quella più generale che riguarda il modulo“.

Su questo, il giornalista continua: “Dal 4-2-3-1 dello scudetto al 3-4-2-1 dell’emergenza, prima applaudito per la ritrovata imbattibilità di Tatarusanu e Maignan e ora di nuovo discusso. I risultati hanno suggerito spiegazioni opposte a conferma del fatto che la differenza la fa il rendimento dei giocatori, prima della tattica. Anche se spesso paga l’allenatore, malgrado Pioli sia meno colpevole di altri in questo caso. Perché non è stato lui a scegliere i presunti rinforzi, anche se è stato l’unico a fare autocritica“.

Infine, conclude: “Almeno questa non è una contraddizione conoscendo la sua serietà, quando vince e quando perde”.

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photocredits: acmilan.com

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