Il giornalista: “Mercato in ombra, CDK e i suoi fratelli per ora steccano. Origi flop”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Con Origi e De Ketelaere su tutti, il mercato del Milan è sotto analisi. Sotto quella di Marco Fallisi, almeno, che sulla Gazzetta dello Sport di oggi sceglie di mettere “ai raggi X” minutaggi e media voto.

Parte con Malick Thiaw. Cartellino: 5 milioni di euro + due di bonus. 0.8 di ingaggio, 68 minuti giocati e 6.75 di media voto. Poi Aster Vranckx: 2 milioni di prestito, 1.5 di ingaggio, 30 minuti giocati e 6 di media voto. Passa poi a Sergino Dest: prestito gratuito, 2.5 milioni di ingaggio, 341 minuti disputati e 5.64 di media voto. Yacine Adli: pagato 10 milioni di euro, con 0.8 di ingaggio, 113 minuti giocati e una media voto di 5.66. Infine, i due belgi. Divock Origi: svincolato, 4 milioni di ingaggio, 470 minuti giocati, 5.75 di media voto. Charles De Ketelaere, invece: 32 milioni + 3 di bonus. 2.2 di stipendio, 798 minuti disputati e 5.64 di media voto.

Il prezzo totale dei cartellini è di 49 milioni di euro, e il monte ingaggi lordo dei nuovi acquisti del mercato estivo è di 15.4. L’analisi del giornalista Marco Fallisi è la seguente:

“Il passato insegna, ma il presente va a ripetizione. E se il momento del Milan fosse una foto di classe, i nuovi arrivati starebbero all’ultima fila: DeKetelaere e i suoi fratelli in fondo e con la faccia un po’ così, Giroud e i soliti noti sorridenti in prima linea. Certo, la storia recente del Milan ricorda che fiducia e pazienza sono ingredienti preziosi quasi quanto le somme investite per costruire una squadra vincente, ma il ritardo dei rinforzi estivi rispetto al resto della squadra si accumula e il momento si presta a qualche riflessione. Fino a ora, il rendimento è al di sotto delle aspettative (mentre il Napoli vola con Kvaratskhelia &Co.): quanto incide sulla corsa del Milan? Fatta eccezione per Pobega, rientrato alla base dopo i prestiti del passato, a Milanello questa estate sono sbarcati in sei, costati 49 milioni al netto dei bonus: in ordine crescente di spesa, Origi, Dest, Vranckx, Thiaw, Adli (acquistato nel 2021 dal Bordeaux ma lasciato in prestito in Francia per un anno) e
De Ketelaere. Un giocatore di esperienza e cinque under 23. Due difensori, due centrocampisti e due punte: lecito aspettarsi un contributo di gol e assist da più della metà degli acquisti.

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Invece il conto è fermo a un gol (Origi al Monza) e due assist (ancora Origi col Monza e De Ketelaere col Bologna). Troppo poco per chi, sulla carta, avrebbe dovuto offrire nuove soluzioni offensive e magari trascinare: nei piani di Pioli, l’ex Liverpool avrebbe dovuto fungere da alternativa di Giroud “alla pari” del francese e l’ex Bruges avrebbe dovuto finalmente sciogliere il nodo trequartista, aggiungendo verticalità, inserimenti e gol in una zona cruciale. A Cremona è arrivata l’ennesima smentita dei fatti. Origi, titolare per forza (Giroud era squalificato) , ha sbagliato tutto il possibile, confermandosi allergico al gol — solo due volte in doppia cifra in 11stagioni, mai in campionato — e soprattutto ancora poco legato alla manovra: Pioli gli rinnova la fiducia da un mese (Divock è partito dal 1’ per 4 gare di fila), ma lui non decolla. Per De Ketelaere va pure peggio: allo Zini ha iniziato in panchina per la quinta volta consecutiva in A e le belle giocate dei primissimi tempi sono evaporate sotto il peso della pressione, e magari anche dei 32 milioni sborsati dal Milan. «Dimentichiamoci quanto è stato pagato», ha detto Pioli. Il punto è che il CDK di oggi, senza gol ormai da 7 mesi, appare una copia sbiadita del talento scintillante ammirato ad agosto. Mentre fatica a trovare le coordinate, poi, gli altri sorpassano: Diaz, eroe con la Juve, e Krunic, in gol col Salisburgo, hanno riscritto le gerarchie. E il Mondiale in Qatar è in bilico: oggi il c.t. Martinez annuncerà la lista, CDK rischia.

Dalle parti di De Ketelaere si muove anche Adli, invocato a furor di popolo nelle prime settimane di questo 2022 23, dopo il colpo di fulmine estivo con i tifosi: l’eleganza sfoggiata in precampionato, però, ha lasciato presto il posto all’impalpabilità di quando si è cominciato a fare sul
serio. Il franco-algerino ha avuto la sua chance da titolare, a Verona, ma l’ha sprecata. E il futuro è un punto di domanda: il Milan lo aspetterà o lo farà maturare altrove con un prestito? In prestito sono arrivati Vranckx e Dest, risorse per mediana e fascia. Fin qui, però, poche tracce degne di nota: il belga ha avuto pochissimo spazio anche perché escluso dalla lista Champions (con Adli e
Thiaw), l’americano si è fermato per un problema muscolare dopo una partenza non certo travolgente.

A Cremona, mentre Origi arrancava da vice-Giroud, Malick Thiaw ha farcito di personalità il suodebuttoda titolare, guadagnandosi i complimenti di Kjaer. Una conferma dopo i due salvataggi in 7 minuti al Bentegodi. Con gente come Kjaer,  Tomori e Kalulu davanti, strappare spazio resta complicato, ma la strada è quella giusta. Perché la pazienza aiuta, specie con i giovani (Leao, Tonali…), ma se qualcuno mette il turbo come Thiaw ci guadagnano tutti. Anche il Milan dello scudetto, che oggi corre meno dell’anno scorso”.

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De Ketelaere Pioli, Milanello
Photocredits: acmilan.com

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