il 05/10/2022 alle 08:45

Il giornalista avvisa: “Milan, occhio agli effetti collaterali”

1 cuore rossonero

In un editoriale sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Fabio Licari analizza le sfide europee di Milan e Juventus (rispettivamente contro Chelsea e Maccabi Haifa), che anticipano il big match tra le due potenze italiane che si sfideranno sabato sera a San Siro, ore 18.

“Milan-Juve comincia oggi in Champions con Chelsea-Milan e Juve-Maccabi Haifa: un primo tempo che avrà effetti collaterali non da poco sul big match di sabato in campionato, sperando sia spettacolare e vincente come ieri Napoli e Inter. Potrebbe essere un mercoledì da Leao: nel momento più fulgido della sua storia di predestinato, il rossonero si presenta alla Premier che gli ha già messo gli occhi addosso. Se gioca come negli ultimi tempi, da futuro CR7, sarà impossibile non far venire idee pericolose ai suoi estimatori. Potter, che ha preso il posto di Tuchel al Chelsea, non ha sparso le solite nubi delle magie: «È da Premier». Sembra più un avviso ai proprietari blues che un complimento al milanista. Al contrario, la strana coppia sulla quale Allegri sta rifondando la Juve, Vlahovic-Milik, per una notte dovrà separarsi: il polacco non è al massimo e la partitissima tra 96 ore suggerisce di proteggerlo in panchina, augurandosi non servano riservisti d’urgenza. Milan-Juve è lunga 180’ e sprecare tutte le energie oggi sarebbe rischioso.”

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“Il Milan ha una missione più complicata (della Juve, ndr), ma guarda dall’alto la sua classifica rassicurante, due concorrenti non da paura come Salisburgo e Dinamo Zagabria, e un Chelsea fin qui raggomitolato nell’unico punto preso agli austriaci. Detto in breve: un pari, in queste condizioni, sarebbe un gran risultato. La situazione infortuni è drammatica, soprattutto per l’assenza contestuale di tutti i difensori titolari tranne Tomori. Il primo suggerimento per il Milan è non fare come la Juve che, l’anno scorso, entrò a Stamford Bridge per non prenderle e fu sommersa da quattro gol, senza quasi superare il centrocampo. Giochi come sa, da Milan, leggero e di squadra. Però queste sono anche le partite dei singoli e non c’è occasione migliore per De Ketelaere: è lui che deve prendere in mano la squadra e creare un asse con Tonali. Il salto di categoria si fa in queste occasioni. L’anno scorso la partita forse più bella di Champions i rossoneri l’hanno giocata a Liverpool, pur perdendo 3-2, e due anni fa, in Europa League, l’1-1 a Old Trafford con lo United aveva detto che la dimensione europea non era poi così lontana. Può darsi che l’Inghilterra ispiri i rossoneri.”

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Photocredits: acmilan.com

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