il 13/12/2023 alle 09:34

“Scettica o edulcorata?”: Currò e le dietrologie Ibrahimovic-Milan

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Ibrahimovic e il nodo assenza/presenza: la nuova era al Milan richiama qualche dietrologia? L’analisi di Currò pre Newcastle

Dopo l’annuncio di Zlatan Ibrahimovic, che torna al Milan in una nuova veste sei mesi dopo l’addio al calcio, ha lasciato riflettere molti opinionisti e addetti ai lavori in generale. Ciò che più ci si domanda è quale sarà il suo reale ruolo e se sarà più a Milanello o a Casa Milan. Questa mattina sulle pagine di Repubblica, però, Enrico Currò pone l’accento su un’altra particolarità: l’assenza di dirigenti a Milanello prima della cruciale sfida contro il Newcastle di questa sera.

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Due letture

“A St. James’ Park il Milan si gioca tutto: la Champions in corso e le decine di milioni annessi, il ricco Mondiale per club del 2025 e l’immagine. Di sicuro Pioli è al centro di critiche crescenti e di sicuro lui e la squadra, capeggiata dal redivivo Leao restaurato ad hoc dopo l’infortunio, devono fare da soli: nessun dirigente (vecchio e nuovo) a Milanello per l’ultimo allenamento. La circostanza si presta a duplice lettura: nella versione edulcorata, indica il rafforzamento dell’allenatore che non ha bisogno di tutori. Secondo la versione scettica, è un modo per responsabilizzare al massimo Pioli: se le cose andassero male la colpa verrebbe addossata soprattutto a lui e diventerebbe possibile la sua destituzione a favore del tecnico della Primavera, Ignazio Abate. Il neodirigente Zlatan Ibrahimovic, taumaturgo acclarato, non è accorso al capezzale del Milan in una fredda mattinata di dicembre a Milanello”.

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Dietrologie scatenate

“Nella quasi infinita sfera di competenza di Ibra rientrano in teoria anche le visite a Milanello. La sua assenza in un momento così delicato, a meno di un imprevisto blitz, diventa singolare: se entrerà in carica solo al ritorno dall’Inghilterra, perché annunciarlo prima? Mentre si scatenano dietrologie sul fatto che Ibra sia pallino di Cardinale che controlla il Milan grazie al maxiprestito del fondo Elliott, ma non di Furlani e del presidente Scaroni, Pioli ha sgombrato il dubbio di sentirsi commissariato. La sfida di Tonali, ex e spettatore forzato per il caso scommesse, è invece congelata, per il disappunto degli inglesi, che lo hanno pagato 70 milioni: «Sandro è stato un affare per il Newcastle e lo dimostrerà». Pioli rassicura tutti. O almeno ci prova”.

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