Ordine: “Ibrahimovic al Milan? Sì, ma non come tutore di Pioli!”

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Andrea Roderi
Studente universitario, appassionato di radio, podcast e Milan. Aspirante giornalista professionista.

Ibrahimovic torna al Milan? Forse sì, ma occhio a vederlo come “tutore” di Pioli. Lo spogliatoio, intanto, mostra nervi troppo tesi

Situazione tesa in casa Milan. I commenti post partita di Giroud e Calabria non sono naturalmente sfuggiti a tifosi e media, le critiche rivolte a Pioli, all’ambiente e all’impostazione tattica della squadra non sorprendono. Il tecnico rossonero, esplicitamente inviso a una parte della tifoseria rossonera, potrebbe essere presto raggiunto da Zlatan Ibrahimovic nel suo staff. Il ritorno dello svedese a pochi mesi dall’addio al calcio appare a molti come una mancanza di fiducia verso il tecnico emiliano. Sulla questione è intervenuto ai microfoni di Tutti Convocati (Radio24), il giornalista del Il Giornale Franco Ordine.

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Perché Ibrahimovic tornerebbe al Milan?

Un possibile ritorno di Ibrahimovic nello staff di Pioli alla guida del Milan è stato letto da molti tifosi come un miglioramento potenzialmente decisivo per le sorti del campionato. A molti è evidente il cambiamento di atteggiamento nella squadra (soprattutto nei suoi leader) dopo gli addii di Tonali e Maldini. L’impressione è che gli scossoni di fine campionato scorso abbiamo destabilizzato enormemente l’ambiente: in questo senso, un ritorno di Ibrahimovic al Milan potrebbe riportare la grinta necessaria ad affrontare una stagione lunga e complicata. Occhio, però, a non confondere questo ritorno come un ulteriore colpo alla leadership di Stefano Pioli. Secondo Franco Ordine: “Perché dire che Ibra arriverebbe come tutore di Pioli? In tutte le altre squadre esiste l’uomo di calcio che fa da collante tra società e squadra. Nell’ultimo anno in cui non ha giocato, Zlatan ha già avuto un ruolo importante fuori dal campo”. In sintesi, per Ibrahimovic non sarebbe la prima volta a capo dello spogliatoio del Milan pur senza scendere in campo. Una figura del genere effettivamente potrebbe servire a riportare collante e serenità tra i membri dello spogliatoio, che forse hanno perso fin troppe figure di riferimento.

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Nervi tesi in casa Milan

Non solo Ibrahimovic, i problemi del Milan dopo appena tre mesi di campionato sono ben altri. Tra infortuni, prestazioni negative e indicazioni tattiche confuse, il clima nello spogliatoio appare ben poco disteso e tranquillo. Le parole di Calabria (poi ritrattate dal capitano e spiegate da Pioli) dopo la sconfitta con il PSG e quelle di Giroud dopo il 2-2 di Napoli hanno nuovamente acceso i riflettori sui nervi tesi del gruppo Milan. Nulla di nuovo, in realtà: che ci siano degli screzi all’interno dello spogliatoio è normale routine in una rosa che ambisce a vincere trofei ma che, ancora all’inizio della stagione, non ha trovato ancora l’equilibrio necessario. Secondo Ordine: “Se l’ambiente è sano, le sparate di Calabria e anche le reazioni di Giroud e Leao possono far bene. Se, invece, l’ambiente non è sano, e questo non lo può sapere nessuno se non chi sia all’interno dello spogliatoio, allora comincia a essere preoccupante”. La speranza, naturalmente, è che a Milanello i protagonisti delle ultime infelici uscite in casa Milan si siano chiariti. Altrimenti, è forse necessario che Ibrahimovic torni per la terza volta in rossonero, questa volta per risanare uno spogliatoio infuocato.

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