Milan, Di Caro su Ibrahimovic in ESCLUSIVA: “Due le ha, una gli manca”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Che importanza rivestirà Zlatan Ibrahimovic nel futuro del Milan? Andrea Di Caro, vicedirettore de La Gazzetta dello Sport, ha una sua opinione

Il ruolo di Ibrahimovic nel Milan ha sempre reso tutti gli addetti ai lavori e i tifosi curiosi. Pochi giorni fa, Gerry Cardinale ha fatto chiarezza a questo riguardo, rivestendolo di responsabilità e di una fiducia non indifferenti. Ma quale sarà, allora, il reale peso dell’ex attaccante nel futuro che attende i rossoneri? Sarà all’altezza di questo nuovo compito? A queste e a molte altre domande ha provato a rispondere Andrea Di Caro, vicedirettore del La Gazzetta dello Sport, intervenuto in diretta e in esclusiva ai nostri microfoni.

“Stagione non in linea con le attese create a inizio campionato”

Sui motivi della stagione difficile del Milan: “Alcuni giocatori non hanno reso, ma non era facile che rendessero tutti bene e tutti insieme, visto che ne ha cambiati diversi in estate. Il mercato non è stato azzeccatissimo. La squadra sembrava aver trovato inizialmente una sua identità, ma poi l’ha un po’ perduta. Alcuni giocatori decisivi hanno giocato per lunghi tratti dell’annata una stagione negativa. Adesso, ad esempio, ci rimangono negli occhi le prodezze delle ultime partite di Leao, ma non segnava in campionato da 5 mesi… ha latitato per gran parte della stagione, così come Theo Hernandez. È chiaro che quando due giocatori che rappresentano per te un’arma così importante fanno entrambi fatica diventa difficile. In più c’è sempre stato un solo attaccante, perchè serviva un centravanti dal mercato ma non è arrivato e Giroud ha dovuto giocare sempre titolare. Okafor e Jovic, quantomeno, sono stati redditizi dalla panchina, segnando reti importanti. Alcune partite sono state perse male. Se vai a mescolare tutto questo esce fuori una stagione non in linea con le attese e soprattutto con quello che sembra poter essere la stagione del Milan all’inizio di questo campionato, quando eravamo tutti stupiti che questo Milan funzionasse già così bene e che i nuovi acquisti fossero entrati subito in clima calcio italiano. Poi, invece, si sono andate a perdere diverse cose durante l’annata e l’Inter ha iniziato a correre e non si è fermata più. Piano piano si è creato questo distacco, umiliante per una squadra come il Milan”.

“Riuscire al primo colpo sarebbe una bella impresa”

Su Zlatan Ibrahimovic: “Penso che una figura come Ibrahimovic al Milan servisse dopo l’addio di Maldini. C’era un vuoto enorme in una casella, che era quella dell’uomo che potesse occuparsi degli aspetti tecnici, stare vicino all’allenatore… che fosse uomo di campo e non soltanto di scrivania. Che venisse dato tutto questo potere fin da subito a Ibrahimovic, però, non me lo aspettavo. Anzi addirittura ci si chiedeva che ruolo avrebbe avuto Ibra, se solo di rappresentanza o qualcosa di più. Quello era improbabile oggettivamente, perchè Ibrahimovic caratterialmente non è tipo che si mette a fare la figurina. Che avesse già però tutta la fiducia della società, tanto da immaginare che possa essere lui insieme a Cardinale a impostare il futuro, questo non me lo aspettavo. L’augurio che gli facciamo è che sia in grado di farlo. Personalità non manca, conoscenza del calcio nemmeno. L’esperienza invece manca, ovviamente. Ci sia augura, però, che Ibrahimovic possa riuscirci. Che ci possa riuscire al primo colpo sarebbe una bella impresa, ma noi glielo auguriamo”.

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