Padovan: “Berlusconi e Galliani, Cardinale e Ibrahimovic: Milan la storia può ripetersi?”

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Il giornalista traccia una linea di similitudine tra l’era Berlusconi – Galliani e quella Cardinale – Ibrahimovic: la storia si ripeterà?

La prima di Zlatan Ibrahimovic da dirigente del Milan e da advisor di Gerry Cardinale è contro il Monza di Adriano Galliani e, fino a pochi mesi fa, di Silvio Berlusconi. In un editoriale di commento sul portale calciomercato.com, il giornalista Giancarlo Padovan ha paragonato le due situazioni, consigliando allo svedese, nonostante le forti differenze a livello di personalità, di prendere spunto il più possibile da quello che ha fatto l’ex AD rossonero e attuale AD del Monza. A Berlusconi, Galliani, a Cardinale, Ibrahimovic: la storia può ripetersi?

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L’auspicio del giornalista e il consiglio allo svedese:

“Anche se non sono per nulla simili, Ibrahimovic avrebbe molto da apprendere da un uomo di calcio come Galliani. Perché se l’advisor milanista è un uomo di campo, Adriano è un uomo di scrivania, e ha vinto tutto quel che c’era da vincere. […] Certo, senza Silvio Berlusconi, senza le sue visioni anticipatrici, le sue capacità economiche e, anche, una certa disinvoltura nei rapporti politici, Galliani probabilmente sarebbe stato solo un bravo dirigente di qualche squadra minore. […] Non credo che Gerry Cardinale sia come come Berlusconi (da questo punto di vista, ndr), ma mi piacerebbe che Ibrahimovic portasse nella sua esperienza al Milan qualcosa che ha appreso da Galliani. Per esempio l’umiltà e lo spirito di servizio, due qualità che sono necessarie a chi vuol farsi ascoltare da un padrone esigente. Essere il consigliere fidato di un potente presuppone una capacità di distacco emozionale, molto equilibrio, la pazienza di ascoltare prima di proporre, la certezza di non essere mai quello che dice l’ultima parola”.

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“A volte bisogna assecondarlo quando non si è d’accordo”

Nella seconda parte del commento, Padovan traccia una linea di similitudine tra Cardinale e Berlusconi per parlare ancora di quanto Zlatan Ibrahimovic debba prendere ispirazione da Adriano Galliani per la sua nuova vita da dirigente nel Milan.

“Cardinale è un accentratore, come lo era Berlusconi. Decide lui, non lascia decidere a nessun altro. Anche se il consigliere prescelto si chiama Ibrahimovic, anche se ha segnato e vinto con tutte le squadre dove ha giocato, anche se è mosso da un ego smisurato. Un’altra caratteristica del delicato lavoro di consigliere quella di stare sempre un passo dietro il patron o il presidente. E, a volte, assecondarlo anche quando non si è d’accordo. E, quasi sempre, lasciargli i meriti anche se ne ha pochi o non ne ha per nulla. Ora, mentre sappiamo di che pasta sia fatto Galliani, su Ibrahimovic è lecito nutrire qualche dubbio. Lo svedese non è esattamente uno che ama il dietro le quinte, ma la ribalta. Non è – anche se la maggioranza crede il contrario – uno che fa gruppo. Non è – almeno secondo me – uno che coltiva visioni collettive. E’ un individualista narciso che insegue traguardi, rivendicazioni o meriti personali. In questo senso la vita sportiva di Galliani, che è l’esatto opposto, potrebbe fargli da guida. Se la prende ad esempio, anche modificando se stesso, non se ne pentirà”.

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