Ibrahimovic e il futuro al Milan: scelto il ruolo? Ecco cosa filtra

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Davide Giovanzana
Nato in provincia nel 1997, Laureato in scienze della comunicazione. Ho studiato e lavorato con un solo obiettivo nella testa, rendere una passione il mio lavoro: raccontare il Milan alla gente del Milan. Ho un debole per le storie difficili e per gli underdog in tutti gli sport

Dopo l’incontro con Gerry Cardinale, Gazzetta dello Sport fa il punto su quello che potrebbe essere il futuro di Zlatan Ibrahimovic al Milan

Dopo la batosta del derby, una luce ha squarciato le nuove grigie sopra il lunedì del Milan: Zlatan Ibrahimovic ha fatto visita a Milanello per salutare Stefano Pioli, il suo staff tecnico e i suoi vecchi compagni di squadra. Il ritorno dello svedese era già in programma prima della stracittadina milanese, come ha sottolineato ieri Peppe Di Stefano, ma a causa di un impegno imprevisto è slittato a dopo il derby. Anche se la cosa ha fatto storcere il naso a diversi tifosi ed opinionisti, il riavvicinamento di Zlatan Ibrahimovic al Milan non è stato casuale.

La notizia è stata riportata più fonti nel pomeriggio di ieri: Zlatan Ibrahimovic e il numero 1 del Milan, Gerry Cardinale, si sono incontrati in un hotel di Corso Venezia per conoscersi meglio e, probabilmente, anche per parlare di futuro. Anche se “da quanto filtra dal club non è stato un vero colloquio di lavoro e nessun contratto ufficiale gli è stato offerto (non ancora, almeno)“, per la Gazzetta dello Sport l’incontro è stato decisamente più istituzionale rispetto a quello avvenuto a Milanello con Stefano Pioli e con la rosa. L’idea, anche se non confermata ufficialmente, sembra andare decisamente nella direzione dell’inserimento di Zlatan Ibrahimovic nell’organigramma Milan.

Il ruolo

Trovare un ruolo che si addica alla personalità e alle competenze dello svedese, continua la rosea, non è semplice, anzi. Ruolo nell’area sportiva? Testimonial? Una figura vicino alla squadra per fare da collante con la società? A tal proposito, il quotidiano scarta delle ipotesi:

“(Zlatan) non accetterebbe un ruolo di secondo ordine e in società tutte le caselle sono occupate. Nell’area sportiva, con Moncada e D’Ottavio, tanto più in quella manageriale, che fa capo all’AD Furlani, sempre più in prima linea. […] Ibrahimovic in veste di scout? Nemmeno a pensarlo. Ibrahimovic testimonial? Avrebbe più senso: la sua immagine è sempre riconosciutissima, e per Cardinale il business legato al brand è una priorità. Un ruolo per Zlatan molto «passivo»: l’idea è che, quando scioglierà le riserve sul futuro, Ibra vorrà farlo per impegnarsi in un progetto che lo veda coinvolto e soprattutto operativo”.

Nel Milan del futuro, la soluzione giusta per il ruolo di Zlatan Ibrahimovic potrebbe essere per Gazzetta quella del campo:

“È giusto considerare la possibilità di un ruolo più vicino alla squadra, nello staff di Pioli oppure come figura a contatto con i calciatori. Pioli non si opporrebbe: ha sempre detto di essere legato a Zlatan e sarebbe felice di lavorare di nuovo con lui. […] Zlatan non ama guardare da lontano, vuole sentirsi parte di una sfida. […] L’impressione è che Ibrahimovic e il Milan si stiano guardando a distanza, per capire se è possibile tornare insieme con il ruolo giusto”.

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