Cardinale-Ibrahimovic, Di Stefano: “Nasceranno due Milan” (ESCLUSIVA)

I più letti

Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Focus su quanto potrà accadere all’interno del Milan: l’opinione di Peppe Di Stefano, che cita Gerry Cardinale, Zlatan Ibrahimovic e non solo

Intervenuto in esclusiva sul nostro canale Youtube, Peppe Di Stefano si è espresso sul futuro della società Milan, anche al netto delle ultime voci: le sue dichiarazioni su Ibrahimovic, Cardinale, Furlani, Moncada e D’Ottavio. 

Parla Di Stefano a Radio Rossonera

L’INFLUENZA DI IBRAHIMOVIC – “Influirà tanto, tantissimo. Secondo me vedremo un altro Milan, non so se negli uomini. Ma è chiaro che se metti dentro Ibra in società, vuole fare il suo Milan così come Cardinale. A settembre era un Milan di passaggio, ma forse il primo vero Milan di Cardinale è quello con Zlatan Ibrahimovic. Ricordo quando fu esonerato Maldini, il comunicato parlava di coach a 360°… Evidentemente mancava l’elemento del dirigente a Milanello.

Sarà una coincidenza, ma da quando è tornato anche solo a vivere il Centro Sportivo, a chiacchierare e stringere la mano ai giocatori… È un modo per coccolare, i dirigenti non hanno la bacchetta magica. Ma a volte i ragazzi di 22, 25 o 28 anni hanno bisogno di una guida di quel tipo: lo erano Maldini e Massara, Mirabelli, Galliani, Braida e in questo momento Ibra. La direzione è quella.

Saranno mesi molto particolari, secondo me. Perché da qui al primo luglio sicuramente vedremo il nuovo Milan di Cardinale e Ibra e sarà una fase molto particolare. L’attenzione è sempre al campo, ma dall’altra parte bisogna capire cosa accadrà in termini politici. Tra l’altro ci sono da stoppare alcune voci: io sono arrivato da poco a Casa Milan, non vedo la Guardia di Finanza ma ho letto il pezzo di Repubblica di pochi istanti fa. È una fase evolutiva, lo è in termini di programmazione e sportivi. Devono essere bravi Pioli, il suo staff e Ibra a rimanere concentrati solo e unicamente sul campo”.

CAMBIAMENTI IN SOCIETÀ – “Non so se di uomini, ma di rapporti di forza. La forza era nelle mani di Furlani, Moncada e D’Ottavio. A livello sportivo, e sto facendo delle percentuali a caso, era 50% Furlani, 25% Moncada e 25% D’Ottavio. Adesso Ibra si prenderà una bella fetta, e parlo del lato sportivo non finanziario. Di conseguenza vedremo una scissione, non in senso negativo, un Milan che si occuperà della parte finanziaria e un Milan che si occuperà della parte sportiva. Io me l’aspetto così. Ma non ho la sfera di cristallo e nemmeno riesco a immaginarmelo, perché ci ho provato. Non è che è una fase di evoluzione a bocce ferme, ma con la palla che rotola. Se ci sono eccellenti risultati è possibile che venga valutata anche l’ipotesi di tenere Pioli, ma secondo me dipenderà solo e unicamente dal campo”.

Ultime news

Notizie correlate