“Ibrahimovic: Cardinale, non Pioli!”: Di Marzio spiega, ruolo in corsa?

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Le volontà del Milan, l’incertezza sulla definizione del ruolo e le sue preferenze: Di Marzio si esprime su Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic tornerà per la terza volta al Milan, ma adesso senza le scarpe da calcio indosso. È questa la notizia che ormai è diventata ufficiosa nel corso delle ultime settimane. Per definire i dettagli e la formalizzazione di un accordo già ben delineato, ci vorrà ancora un po’ di pazienza. In particolar modo per quanto riguarda il suo ruolo, che ancora non è ben chiaro agli esperti di calciomercato e ai giornalisti, in generale, che si occupano della vicenda. A dare il suo parere informato questa volta è Gianluca Di Marzio, che sulla situazione Ibrahimovic si è espresso in diretta a Sky Sport 24. Di seguito, le sue parole riportate da Milannews.it.

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Le ultime sul ruolo. “Ibra arriva, i tempi non li conosciamo. Sarà un punto di riferimento sportivo di Cardinale nella galassia Milan e nella galassia di Cardinale, in tutti quelli che sono i suoi interessi ed investimenti. Sarà il suo occhio tecnico e sportivo. È possibile anche che non abbia un ruolo definito nell’organigramma del Milan ma sicuramente avrà un rapporto specifico e diretto con la proprietà. Deciderà, secondo me, strada facendo in quale ambito territoriale si troverà meglio: se più vicino all’allenatore, più vicino alla squadra, più vicino ai dirigenti per le scelte del club”.

Chi lo vuole davvero? “Neanche Ibra sa a cosa è predisposto. È la proprietà che vuole Ibra. Poi Pioli, avendo lavorato con Zlatan, non credo che potesse esprimere un parere contrario perché sa quanto la sua leadership può essere importante, non solo nei momenti difficili. Non può essere né il tutor di Pioli e né il motivatore del gruppo: deve essere il punto di riferimento importante per la carriera che ha fatto, per tutto il carisma che ha, per tutte le componenti del Milan”.

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Il mercato. “Priorità per gennaio? Diciamo difensore centrale, visti gli infortuni di Kalulu e Pellegrino, e, se si trova, la punta. Però deve essere quella giusta… Si è parlato di Adams, ma costa 20 mln e bisogna capire se il Montpellier lo cede”.

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