ESCLUSIVA, Antonelli: “Ben venga Ibrahimovic, a noi successe con Maldini…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Dal PSG a Pioli, fino al ritorno di Ibrahimovic: Luca Antonelli interviene a Radio Rossonera

Da giovanissimo al Milan, da terzino sinistro ha fatto la “gavetta” prima di arrivare in prima squadra: Luca Antonelli ha parlato in esclusiva a Radio Rossonera dell’attuale squadra di Stefano Pioli, con occhio al ritorno in società di Zlatan Ibrahimovic e molto altro. Di seguito, le sue parole al nostro canale Youtube.

Pioli e la Champions

L’ex calciatore inizia così:

“Pioli è un signor allenatore e va benissimo così. Anche Ignazio in Primavera sta facendo benissimo. Se me l’aspettavo? Sì, Igna è sempre stato uno intelligente, con la testa sulle spalle. Mettere in discussione Pioli mi sembra un po’ esagerato, se guardiamo bene ha sbagliato solo contro l’Udinese, perché con la Juventus hai perso in una maniera incredibile con un tiro da 40 metri deviato e con un uomo in meno tutta la partita”.

Scelte diverse nell’atteggiamento contro il PSG…

“Lui li vede tutti i giorni, sa lui chi è meglio mettere. Ho visto la partita che ha fatto Loftus-Cheek… Chi mi ricorda? Forse il primo Pogba ci sta, ma poi ha lo strapotere fisico di Kucka, e io ci ho giocato insieme sei anni. Quando comincia a metter giù la testa e parte, ti devi aggrappare dietro (ride, ndr)”.

Sull’ex compagno, continua:

“Kucka quando è andato via, per diversi motivi, era molto dispiaciuto. A chi non dispiace andare via dal Milan? L’ho sentito l’altro giorno, ogni tanto parliamo del periodo a Milano e a Genova. Lui è un ragazzo d’oro e un professionista: impossibile non volergli bene”.

In Champions ce la facciamo?

“Ci giochiamo tantissimo in casa col Dortmund, ma vediamo anche gli altri risultati. Il Milan è stato sfortunato, perché la prima col Newcastle in casa era una partita stradominata. Anche in Germania dovevi vincere e perdi due punti, mentre perdere a Parigi ci sta. Martedì partita devastante, sei vivo: l’importante è essere vivi. È un girone incredibile, sono tutte e tre fortissime, ma anche il Milan lo è”.

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Donnarumma e Zlatan

Sul ruolo che ben conosce:

“Vice Theo? C’è Cala che può giocare a sinistra, anche Florenzi si può adattare. Di Bartesaghi parlano benissimo, anche se io non l’ho mai visto. Ma c’è Pioli che è un grande allenatore e vedrà lui. Sono contento per Calabria, ha fatto una partita pazzesca contro Mbappé”.

Un pensiero su Donnarumma?

“È difficilissimo affrontare una situazione così, io conosco lui e la famiglia: mi spiace tantissimo. Ha fatto una scelta e va rispettata. Da tifoso ci sta che uno possa anche rosicare, però mi è dispiaciuto proprio perché lui tiene al Milan”.

Da questi momenti come si esce?

“Non penso che lo spogliatoio sia diviso. Leao e Giroud col Napoli hanno avuto due atteggiamenti che dalla televisione possono dar fastidio, però è normale: vuol dire che ci tengono. Lavoro, lavoro e lavoro. E far gruppo, così come hanno fatto con la cena organizzata da Calabria. Il nostro era un Milan diverso, questo è molto più forte. Le dinamiche poi sono sempre quelle, certo. A Genova un anno eravamo una squadra normale ed eravamo quarti a un certo punto, ma stavamo insieme 5 giorni su 7: quello fa la differenza. In quei casi vai a duemila. L’importante adesso è vincere a Lecce per tornare a farlo in campionato e poi ricaricare le pile durante la sosta, i pochi che possono farlo”.

Infine, su Ibrahimovic:

“Non so sotto che veste arrivi Ibra, ma è sempre meglio averlo nello spogliatoio. Quando il Milan stava andando male è arrivato lui e ha ribaltato completamente lo spogliatoio, in maniera positiva. Gli può dare una grandissima mano, anche solo a vedere l’allenamento ti mette un po’ di pepe al c**o. Sai che ti sta guardando uno come Ibra e non puoi sbagliare così tanto. Noi, quando non c’erano più Galliani o Maldini, ma altre persone, ci accorgemmo che è completamente diverso. Avere lì Maldini che ti guarda è diverso, dici: ‘Non è che posso camminare'”.

Hanno ancora bisogno di lui secondo te?

“Non so, io so che si allenano al 110%. Con Ibra magari con il 111% e quella piccola percentuale in qualche partita può far la differenza”.

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