Ibrahimovic a TeleFoot: “Non sono sicuro il Milan sia la mia ultima squadra”

Ibrahimovic

Zlatan Ibrahimovic ha parlato ai microfoni di Telefoot. Queste le sue parole:

Ibrahimovic: Allora vi manco in Francia o no? Perché da quando sono andato via di cosa parlate? Di niente. Dev’essere noioso essere giornalisti in Francia ora.

Si, ci manchi

Lo so non c’è bisogno di dirlo.

Zlatan. Hai 40 anni e sei vicino alle 1000 partite in carriera. Qual’è il tuo segreto?

Penso che sia solamente questione di testa, e cerco di dimostrare a tutti che 40 è solo un numero.Ma che posso fare quello che mi è sempre piaciuto anche dopo tanti anni di carriera.
Voglio migliorarmi ogni giorno. Ovviamente non posso giocare tanto come lo facevo 5 o 10 anni fa, la condizione fisica è diversa, ma sono più intelligente e ho più esperienza.

Ti capita di essere sorpreso delle tue stesse prestazioni?

No. Sono il migliore. Non puoi essere sorpreso sapendo che sei il migliore.

Perché continui a giocare?

Gioco per fare un regalo a tutti. Provo ad aiutare i miei compagni perché diventino migliori, non ho più niente da dimostrare, ma non voglio avere rimorsi il giorno che smetterò, e dirmi che avrei potuto continuare, quindi continuerò finché non mi metteranno fuori e mi diranno che sono finito. Ma veramente finito. Comincerò un nuovo capitolo della mia vita e vedremo cosa succederà.

Il Milan sarà il tuo ultimo club?

Sei sicuro? Non ne sono sicuro.

Non lo so è una domanda.

Vedremo. Te l’ho detto. Non smetterò finche posso giocare. Se mi mettono fuori e che io penso che posso ancora dare qualcosa allora continuerò.

Come puoi definire oggi il tuo ruolo in questo Milan?

Ho un grande ruolo. Ho grandi responsabilità, una grande leadership. È una situazione che adoro e che mi dà molto, perché sono il più anziano, ed è la prima squadra dove ho questo ruolo.

Coi giocatori francesi della squadra, Giroud e Hernandez come ti trovi?

Nello spogliatoio va tutto bene. Coi francesi ma anche con tutti gli altri. Mi piace mettermi in mezzo ai francesi. Parliamo a volte in italiano a volte in francese a volte inglese, sono tutti bravi ragazzi, hanno tutti la fame per riuscire e fare di più.

Il Milan ha vinto l’ultimo scudetto 10 anni fa con te. Ti immagini di rivincerlo?

Io penso che dobbiamo crederci. Più ci credi più aumenti le possibilità.
Per renderlo possibile bisogna lavorare, fare sacrifici, e crederci. Sono le parole chiave. Senza queste puoi essere bravo quanto vuoi ma non vorrà dire che arriverai ai tuoi obbiettivi.

C’è un giocatore al mondo che ti fa pensare a te?

No. Nessuno. C’è un solo Zlatan. Ci sono tanti buoni giocatori. Mbappe mi piace ma quello che fa ancora non è abbastanza. Deve uscire dalla sua confortzone. Deve camminare sul fuoco. Se cammina sul fuoco diventerà migliore. Immaginate come diventerà forte se si fa male. Deve sentire l’odore del sangue. Deve circondarsi di gente che ti spinge non di gente che gli dice che è il migliore. Circondarsi di persone che gli dicano che non è abbastanza bravo che deve migliorarsi. Così diventerà migliore. Questo è quello che penso della situazione di Kylian Mbappe.

Quindi è lui il migliore o chi lo è?

È nei Top di quelli che mi piacciono. Ci sono giocatori al top da tempo. Ma i giovani ci sono Mbappe Haaland……e Ibra. Non c’è bisogno di fare altri nomi.

Che ricordi hai del PSG?

Ho dei bei ricordi. Sono stato uno dei primi quendo il club è stato comprato dai Qatarioti. Ho visto il club cambiare in 48 ore. L’ho visto trasformarsi e ne sono fiero perché senza di me non sarebbe quello che è oggi. La gente pensa che sono andato per i soldi per approfittare della città della vita, ma non è così. Ci sono andato per fare la differenza.

Cosa pensi della scelta di Messi di andare al Psg. È stata una sorpresa?

No. È una bella sfida per lui dopo tanti anni al Barcellona, e arriva in un club ambizioso e che vuole vincere, penso che siano fieri e contenti di averlo e ora se lo devono solo godere.

Pensi che la squadra del PSG di oggi sia più forte di quella dove hai giocato tu?

No. Perché noi eravamo squadra. Oggi non è una squadra.

Lo diventerà?

Forse.

Non credi in questa squadra?

No. Ci credo. Ma per rispondere alla tua domanda, penso che non siano i migliori.

Zlatan di cosa sei più fiero della tua carriera?

Di essere rimasto ad alti livelli per 20/25 anni. Ho avuto la fortuna anche, andando in squadre diverse e in paesi diversi di scoprirne la cultura, la filosofia i diversi modi di vivere. Ne sono fiero.
Vengo da un paese piccolo: la Svezia è un paese di 9/10 milioni di abitanti e attraverso la mia storia ho potuto mostrare al mondo che un giocatore venuto dalla Svezia sa anche lui come giocare a calcio.

Quale vuoi che sia la cosa che la gente si ricorderà di te?

Che sono stato il migliore ovunque sia andato.

Si ringrazia per la traduzione Alexandre David

Leggi QUI l’analisi tattica della Roma di Mourinho

photocredits acmilan.com

 

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