Raffaele Greco a Radio Rossonera: “Quando ci si avvicina alla scadenza di un contratto il mercato diventa padrone”

Raffaele Greco – Intervenuto durante il Talk di Radio Rossonera, Raffaele Greco, esperto del settore economico soprattutto sulle vicende rossonere, ha fatto il punto sulla situazione finanziaria del Milan:

Come sta il Milan a livello economico?
“A livello economico la situazione è serena, e credo che l’assemblea di approvazione del bilancio prevista per la fine di ottobre confermerà questa mia sensazione. Anche la situazione covid è stata gestita bene: nonostante abbia sicuramente peggiorato i numeri, la società non ha cambiato il percorso che aveva intrapreso e la strategia di azione è quindi rimasta la stessa. Aspettiamo comunque i numeri ufficiali che arriveranno tra un paio di mesi, numeri che ci serviranno anche per capire e valutare come si muoverà la società nella stagione successiva.

Andando nello specifico, a livello di numeri non mi aspetto grandi variazioni, e se ci sono saranno sicuramente positive, per quanto riguarda lo stato patrimoniale (che rendiconta debiti e crediti).
Il tasto dolente sarà invece quello del conto economico, che decreta l’utile o il passivo. Ancora adesso il Milan ha molti più costi di quanto effettivamente ricava, e le voci abbastanza consistenti che girano in questi giorni parlano di un passivo che dovrebbe aggirarsi intorno ai -100 milioni di euro. Rimanendo prudente in quanto come ho detto sono solo voci, nell’ottica societaria della ricerca di un equilibrio duraturo è un passivo abbastanza “buono”, nonostante i numeri possano spaventare.

Il dato interessante da capire con il bilancio in mano sarà quello del totale delle spese. I ricavi della società riflettono ancora diverse anomalie strane, dagli zero incassi del botteghino a causa del covid, passando per la strana vicenda dei diritti televisivi occorsa quest’estate. Dal livello delle spese, capiremo molte cose in più rispetto a quanto sappiamo ora”.

Parlando della sessione di calciomercato appena conclusa, è vero che, come hanno scritto in tanti, il Milan ha chiuso a saldo zero?
“Prima di arrivare a sentenze di questo tipo bisogna essere prudenti, ancora non abbiamo i numeri ufficiali. Credo che comunque il Milan si sia mosso in linea con la sua disponibilità sia in relazione ai contratti/stipendi che per quanto riguarda gli ammortamenti.
Anche qui andrebbero differenziati i due costi. Sugli ammortamenti, per calcolarli e giudicarli abbiamo un dato di partenza preciso, ovvero quello dell’esercizio chiuso in precedenza.
In termini di tendenze, a grandi linee possiamo intuire gli ammortamenti certi risparmiati (quindi quelli di Musacchio, Donnarumma, Calhanoglu usciti in scadenza e quello di Laxalt venduto) sono stati reinvestiti per Tomori, Tonali e Maignan. Per quanto riguarda questi movimenti siamo vicini al saldo zero, anche se è veramente difficile stabilirlo.
A livello invece di contratti e ingaggi non abbiamo un dato ufficiale e questa cosa rende difficile contabilizzare quanto effettivamente la società spende/ha speso.
In tutto ciò il decreto crescita ha complicato le cose: nessuno sa se Bakayoko o Florenzi manterranno la residenza fiscale in Inghilterra o in Francia o la sposteranno per permettere alla società di beneficiare delle agevolazioni fiscali. Credo che il sindacato calciatori a questo proposito dovrebbe considerare l’idea di rendere pubblici gli ingaggi dei calciatori, a beneficio sia loro che della trasparenza in generale.

Quello che ho notato in questa sessione di mercato è la tensione alla ricerca del prestito. Questo secondo me viene fatto non per risparmio, ma per ridurre il fattore di rischio dell’investimento. Prendiamo come esempio Conti o Caldara: fossero stati acquistati in prestito con diritto di riscatto, la società si sarebbe evitata il fardello di due cartellini onerosi per giocatori che si sono infortunati quasi subito. Operazioni come queste, nelle quali comunque la sfortuna ha giocato un ruolo fondamentale, vengono scontate ancora oggi dalla società: ecco perché la strategia va ora nella direzione completamente opposta”.

L’aver perso giocatori con un ingaggio importante a zero può essere considerato un risparmio da reinvestire?
“Diciamo che è una mezza eresia. Bisogna stare attenti quando si fa un ragionamento di questo tipo: lo stipendio non è l’investimento su un cartellino, in cui dai i soldi subito, ma un ingaggio elargito mensilmente. Quando arrivi a fare una scelta di questo tipo è evidente c’è qualcosa non ha funzionato. E non ha senso parlare di procuratori famelici o quant’altro: la logica della gestione dei contratti non è cambiata rispetto a 20 anni fa. Quando un giocatore arriva a due anni dalla scadenza, quindi ad una distanza sufficientemente lunga per scoraggiare l’idea di andarsene a zero, la questione si dovrebbe risolvere in una duplice maniera: prolungamento o cessione. Perché nel momento in cui si arriva a un anno o addirittura alla scadenza del contratto, il discorso del merito non ha più significato ed è il mercato che fa da padrone alla situazione”.

Il Milan può permettersi di non dare, per esempio, 7 milioni l’anno a Kessié in quanto per la dirigenza di milioni ne vale 5,5?
“Il caso di Kessié è vicino a quelli di Donnarumma e Calhanoglu perché è capitato in un momento storico particolare, fatto di continui cambiamenti nel management e di conseguenza continue indecisioni e cambiamenti di strategia. Probabilmente nel Milan di due anni fa, molto diverso da quello di adesso, non c’era la stessa fiducia sul parco giocatori che c’è in questi mesi, Kessié incluso. Ora il Milan ha preso la strada di non prolungare nessuno (tranne Calabria), seguendo una linea di condotta intransigente che non ha fatto figli e figliastri ma che ha avuto come altra faccia della medaglia la coesione del gruppo. Detto questo, proverà comunque ad andare incontro alle richieste del giocatore. Fatto sta che per il futuro, giocatori come Leao, Theo e Bennacer vanno rinnovati assolutamente perché questa rischiosa strategia attuata fino ad ora, ci ha sì portati al secondo posto, ma non è sostenibile a lungo termine“.

Rileggi QUI la conferenza di presentazione di Tiemoué Bakayoko

photocredits acmilan.com

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