Milan, Pastore: “Una curiosità rende Zirkzee assimilabile a Ibrahimovic” (ESCLUSIVA)

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Lorenzo Iadevaia
Classe 1996, appassionato a 360 gradi di calcio, sport con uno spiccato interesse per il campo della comunicazione, dell'informazione e dei media, è cresciuto professionalmente nelle web radio con sede in Toscana tra Prato e Firenze come speaker in programmi radiofonici e rubriche sportive e come web editor di un portale di informazione prima di approdare a Radio Rossonera in qualità di redattore del sito web e ritornare a occuparsi di calcio seguendo le notizie del mondo Milan. L’attenzione allo scenario social e il desiderio di essere sempre informato e aggiornato sono le caratteristiche che lo contraddistinguono.

L’opinione di Giuseppe Pastore sulle qualità di Zirkzee, obiettivo del Milan, e i margini di miglioramento

Giuseppe Pastore è stato ospite del Talk sul canale Youtube di Radio Rossonera parlando in esclusiva delle strategie di calciomercato del Milanin particolare dell’obiettivo Joshua Zirkzee. Il giornalista di Cronache di Spogliatoio e firma de Il Foglio ha dato il suo giudizio su quanto fatto vedere dall’attaccante olandese nel Bologna evidenziando alcune curiosità, che dimostrano i grandi margini di miglioramento.

L’olandese diverso da Giroud

Giuseppe Pastore ha parlato in esclusiva ai microfoni di Radio Rossonera all’interno del Talk. Tra i tanti argomenti affrontati da Pastore c’è il possibile approdo di Joshua Zirkzee al Milan. Questa la sua risposta alla domanda se è l’uomo giusto: “Zirkzee è molto diverso da Giroud, perché è molto più giovane e ti consente di avere una prospettiva più ampia. Zirkzee non è un centravanti classico, è alto 193 cm ma non fa mai un colpo di testa. Questa è una curiosità che lo rende, in maniera un po’ superficiale, assimilabile a Ibrahimovic”.

Zirkzee in gol con il Milan e le altre grandi

Pastore ha specificato alcune caratteristiche che lo hanno colpito del 2001 olandese a partire dalla sua capacità di rendere meglio con le grandi, che evidenzia anche l’altro lato della medaglia: “A me ha colpito che le sue migliori partite le ha fatte contro le grandi squadre. Ha fatto gol in casa dell’Inter, del Milan, della Lazio, della Roma e ha fatto grandi partite con l’Atalanta. Quando il livello si è abbassato, lui un po’ è sparito. A volte è anche incappato in alcune giornate di nervosismo e prende dei gialli stupidi. Un giocatore che su questo ha ancora ampi margini di miglioramento. La gestione della sua classe e forza anche nelle partite in cui non hai il margine di manovre che ti lasciano le big. Non segna tantissimo, ma fa tanto gioco e penso che qualunque allenatore sarebbe felice”.

 

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