Finisce un’era, continua l’amore: lettera aperta a Olivier Giroud

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Caro Oli G, quando si tratta di te essere imparziale mi è molto difficile. Specie questa volta che ti vedo lasciare il mio Milan dopo tre anni. Anni nei quali più volte mi hai reso felice come un bambino.

Per raccontarti, o meglio, per farti capire come mi sento oggi devi concedermi di partire da più lontano. Quando ho iniziato a strizzare l’occhio all’Arsenal con qualche partita in diretta in TV, ho visto in te un bomber elegante e decisivo, che mi ha presto rubato il cuore per il modo di calciare, di muoversi e di saper sollevare opinioni contrastanti sul proprio conto. Sì, perché su di te ne ho sentite tante, a volte mordendomi la lingua e altre scontrandomi nel confronto con qualche amico. Quanto ti ho difeso, quanto ho lottato con il cuore per sostenere la mia tesi… Olivier Giroud è un campione e come tale merita rispetto. A distanza di 6 anni da quel mondiale vinto da protagonista nel 2018 non solo lo confermo, ma lo ribadisco con forza.

Dopo esserti preso tutto quel che si poteva con club e nazionale, mai avrei immaginato che, a 35 anni da compiere di lì a qualche mese, a giugno del 2021 avresti esaudito il mio desiderio di vederti con la maglia del Milan. Una maglia che hai baciato il primo giorno in cui sei arrivato, proprio quando su di te sentivo dire: “È solamente un altro ultratrentenne a fine carriera”, “non è quel che serviva” e molto altro. Ma in cuor mio, che conoscevo la tua fame di vincere e di tornare centrale in un progetto dopo anni da back-up, sapevo che potevi regalarci grandi gioie. In un solo anno hai dimostrato a tutti il tuo valore e il tuo peso: gol a Napoli, doppietta all’esordio a San Siro, gol contro la Roma in casa, alla Lazio a Roma e… un paio di doppiette a febbraio e a maggio che tutti ricordiamo e che hanno girato stagione e storia.

Sei l’attaccante decisivo che ha fermato una “maledizione” che non è mai esistita, che ha ereditato una maglia passata di mano in mano senza trovare un padrone che potesse renderle onore. E allora grazie per aver riportato la Nove del Milan ad avere il reale valore che merita e grazie per avermi fatto pensare tante di quelle volte “avevo ragione io”. Grazie, per quel che vale, per esser stato una delle più belle mie personalissime vittorie.

Ma soprattutto, il ringraziamento più grande va al tuo contributo concreto in 3 stagioni alla storia di un glorioso club che arrivava da anni difficili e senza trofei: 131 partite (oggi 132), 48 gol e 20 assist. Uno Scudetto, 6 reti e 3 assist in Champions League e tanto, tanto amore per il Diavolo e i suoi tifosi. E il tutto dai 35 ai 37 anni di età.

Ora hai scelto di salutarci e dirci addio ma, anche se è giusto così per tutti, sappi che qui sentiremo la mancanza della tua professionalità, della tua classe e della tua leadership. Sentiremo la mancanza dell’Uomo Olivier Giroud. Una parte del cuore dei milanisti avrà per sempre il tuo nome inciso sopra, perché hai quella grande capacità di entrarci che è rara nel mondo del calcio. A presto, Oli.

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