Giroud: “Senza Ibra sono io il fratello maggiore. Siamo motivati per la Champions”

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Piero Mantegazza
Nato in provincia di Como nel 2000, laureato in Economia dei beni culturali e dello spettacolo. Ho mosso i primi passi nel giornalismo a “La Provincia di Como” per poi passare a Radio Rossonera. Raccontare lo sport è la mia passione: calcio e tennis non devono mai mancare. Fin da bambino il focus è il Milan, che è come una seconda famiglia. Innamorato delle bandiere e delle loro ineguagliabili storie, ormai sempre più in via d’estinzione

L’attaccante rossonero, Olivier Giroud, sempre più al centro dell’attacco, si è concesso a una lunga intervista per Rmc Sport. Il francese ha trattato vari argomenti:  s.

Com’è andato questo inizio di stagione? “Collettivamente parlando, abbiamo ricominciato bene questa stagione. Siamo soddisfatti di questo post Scudetto. È l’anno della conferma, l’anno più difficile in generale. Siamo ancora più attesi, visto che abbiamo lo Scudetto sulla maglia. Ci aspettiamo partite sempre più difficili, soprattutto perché giochiamo ogni tre giorni. Dobbiamo essere pronti, abbiamo i giocatori per esprimerci quest’anno, ma non siamo risparmiati dagli infortuni come molte altre squadre. Ma siamo pronti ad accettare questa sfida, ad aggrapparci ai primi posti, abbiamo ancora sei partite di campionato fino alla Coppa del Mondo più due in Champions League dove vogliamo davvero superare questa fase a gironi. Siamo ben piazzati in campionato, a tre punti dal leader, dove bisogna continuare così. In Champions League, abbiamo ancora il nostro destino nelle nostre mani, dovremo vincere entrambe le partite. Sul piano personale, sono contento di ciò che sto realizzando, bisogna continuare così. Le partite si susseguono, bisogna prendere i punti ed essere in buona posizione dopo la Coppa del mondo, questo è il più importante”.

Hai raggiunto un nuovo livello in questa squadra? “Ho giocato 13 partite da titolare, cosa che non mi era successa da un po’. Abbiamo la possibilità di fare rotazioni, ma non siamo stati risparmiati dagli infortuni. Ho dovuto sforzarmi, ma mi sento molto bene fisicamente. Questo stato di dare continuità alle partite titolare mi fa piacere. Ho delle responsabilità in questa squadra e mi sento molto bene, quindi spero che continui”.

Nello spogliatoio hai più responsabilità con l’assenza di Ibra? “Il fatto che Ibra non ci sia, anche se è presente alle partite casalinghe ed è importante nello spogliatoio, il mio ruolo è prendere le cose in mano ed essere lì per i più piccoli se ne hanno bisogno. Un ruolo che mi piace, da fratello maggiore, lo faccio volentieri. Cerco di dare l’esempio. Per ora funziona bene. Sono contento, felice in questa squadra e penso che si veda ogni giorno sul campo e anche negli spogliatoi”.

L’obiettivo è difendere il titolo? “Certo, vogliamo difendere il nostro titolo. Sappiamo che quest’anno è ancora più difficile perché squadre come la Juve, il Napoli o l’Inter si sono rafforzate molto per non parlare della Roma, l’Atalanta, la Lazio. Ci sono molte squadre che possono aspirare a questo scudetto, ma siamo partiti piuttosto bene rispetto ai nostri avversari diretti. Il Napoli mi sembra in gran forma, è davvero la squadra che mi ha fatto la più grande impressione all’inizio della stagione. Dovrai mantenere il ritmo e rimanere in cima alla classifica fino alla Coppa del Mondo. Faremo il bilancio a metà novembre e spero che saremo testa a testa con loro per tenerli in alto”.

Dove collochi questa Serie A rispetto ad altri campionati?

“Con tutti gli acquisti che le squadre di Serie A hanno fatto, si sono rafforzate, questo implica un campionato più serrato, più competitivo. Anche sul fronte della scena europea, abbiamo visto che Inter e Napoli sono ben piazzati in Champions League. Noi, ovviamente, speriamo di passare. Va bene per la Serie A, è un campionato che ha avuto un po’ di difficoltà negli ultimi anni, ma è comunque un grande campionato e lo abbiamo dimostrato in Coppa dei Campioni. In Serie A è molto complicato rimanere competitivi ogni fine settimana perché le squadre sono difficili da manovrare e tutte vogliono battere le big. È un campionato molto competitivo anche per me… Quando sono arrivato, mi ha colpito molto perché pensavo che rispetto alla Premier League ci fosse molta meno intensità. Ma sono stato piacevolmente sorpreso di vedere che le squadre giocano ad alto pressing, su tutti i terreni, a volte da uomo a uomo, in marcatura individuale. È davvero un duro lavoro in ogni momento, non devi mollare perché se non sei al 100% in una partita, le squadre avversarie coglieranno l’occasione per metterti in difficoltà”.

Il Chelsea è stato davvero così più forte nel doppio confronto contro il Milan ?

“Eravamo desiderosi, in particolare  Tim (Bakayoko), Tomori ed io, che giocavamo al Chelsea, di fare una grande impressione in questo doppio confronto. Il fatto è che, anche se non ho intenzione di creare alibi, avevamo quattro o cinque titolari assenti. A questo livello bisogna tenerne conto, ma avevamo la forza per competere con il Chelsea. Abbiamo avuto un po’ qualche stranezza nella partita lì, volevamo rimediare nella partita di ritorno. Abbiamo iniziato molto bene la partita. Peccato per il rosso che per me è molto difficile da dare. È difficile sistemare il punteggio con una squadra che ha esperienza e poi fa girare bene la palla. Siamo rimasti molto delusi, ed è per questo che siamo molto motivati ​​a finire bene le ultime due partite. Sappiamo che se vinciamo questi incontri, passeremo. È bello avere il nostro destino nelle nostre mani, ma è sicuro che abbiamo uno spirito vendicativo in relazione a questo. Dobbiamo invertire la tendenza e fare di tutto per passare”.

Per il pallone d’oro come la vedi? “Benzema merita il Pallone d’Oro. Penso di sì, Benzema si merita il Pallone d’Oro per quello che ha ottenuto quest’anno con il suo club. Non vedo chi potrebbe competere con lui. Molti la pensano come me e sono unanimi nel dire che quest’anno se lo merita”.

A livello personale, quali sono gli obiettivi di questa stagione?

“Un Mondiale deve essere un obiettivo. Inevitabilmente, per mantenere questo titolo di campione, bisogna confermarsi. Sarà molto difficile, ma vogliamo davvero dimostrare che possiamo farcela una seconda volta. Dopo, passare la fase a gironi in Champions League è molto importante. E poi a livello personale, aiutare sempre la squadra a vincere più partite possibili ed essere il più decisiva possibile e giocare anche un terzo Mondiale con la Francia”.

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