Condò: “Il 5 a Giroud va condiviso! È colpa della pigrizia”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Condò giudica il cammino europeo del Milan e la prestazione di Giroud contro il Borussia Dortmund, ma allarga il discorso

La sconfitta di martedì contro i tedeschi del Borussia Dortmund per 1-3 costringe il Milan a tentare il tutto e per tutto contro il Newcastle il 13 dicembre: quanto è costato caro l’errore dal dischetto di Olivier Giroud? Ne parla Paolo Condò, che sul suo podcast per Sky Sport “Mister Champions” analizza la gara del 9 rossonero e amplia la riflessione sulle scelte del club nelle ultime sessioni di calciomercato. Di seguito, il pensiero dell’esperto giornalista e la sua pagella.

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Newcastle e l’errore di Oli

Inizia dal percorso del Milan:

“Il Milan ha pagato in senso assoluto la sua difficoltà a fare gol. Perché pur dominando alcune gare e comunque creando nelle altre, ha raccolto la miseria di 3 reti, con le quali non si va da nessuna parte. Un exploit a Newcastle per centrare almeno l’Europa League, dove presentarsi ambiziosi, sarebbe un modo per salvare la stagione”.

Poi, la pagella di Giroud:

“Un attaccante di valore e di large esperienza era arrivato al Milan con il ruolo di vice-Ibrahimovic, ormai 40enne, sempre più spesso ai box per qualche acciacco. Occorre ritornare a questa genesi del suo ingaggio per mettere le cose nella giusta prospettiva. Capire che la deludente prova col Borussia Dortmund dal rigore sbagliato, che può capitare, all’assenza di reazione, che è il vero peccato, a 37 anni sia comprensibile. Non è soltanto colpa sua voglio dire, ma della pigrizia che il suo brillante curriculum rossonero ha indotto nel club. Che non ha pensato di preparargli una successione adeguata”.

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La pagella “condizionata”

“Giroud è andato molto oltre alle aspettative nel suo ormai consistente scorcio milanista. Ha vinto uno Scudetto da protagonista, è arrivato in semifinale di Champions, è stato per alcuni tratti il miglior centravanti della Serie A e, nel corso di questo dorato crepuscolo, ha giocato la seconda finale Mondiale consecutiva. Sinceramente, nessuno poteva pensare a un rendimento del genere. E quindi sì, c’è anche la sua eclissi tra le spiegazioni del k.o. col Borussia Dortmund e, più in generale, del mediocre autunno rossonero. Ma il voto a Giroud, 5, va condiviso con chi l’ha lasciato solo”.

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