Il giornalista: “Milan, si ribalta il rapporto di sottomissione? Si pensava, invece…”

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Giacomo Todisco
Nato a Milano nel 1998, muove i primi passi nel mondo del giornalismo all' età di 20 anni. Con esperienza in campo sportivo in generale, sfrutta la sua passione per informarsi su gran parte del panorama calcistico. Appassionato di Premier League e Liga spagnola. Tifoso del Milan da sempre.

Milan sottomesso all’Inter? Il giornalista di Gazzetta la pensa così per campo e mercato

Dal campo al calciomercato: secondo il giornalista il Milan ha subito un rapporto di sottomissione nei confronti dell’Inter che sta proseguendo anche in estate. Forte quanto scritto da Alessandro De Calò su La Gazzetta dello Sport questa mattina, sia in merito alla stagione disputata dai rossoneri che su quanto fatto finora sul mercato. “Va bene Pulisic, ma al Milan serve una punta da 20 gol”, titola il giornalista della rosea. Ma il suo discorso nell’editoriale parte da più lontano.

“Il Milan ha perso, inesorabilmente, tutti gli ultimi derby con l’Inter. Non è mai riuscito a giocarli alla pari. Nella Supercoppa di gennaio in Arabia Saudita i nerazzurri si erano imposti per 3-0. Ai primi di febbraio in campionato era bastato un guizzo di Lautaro per blindare il successo su un Milan incapace di fare un tiro in porta. La semifinale Champions è storia recente, dominata dall’Inter e conclusa con un aggregato di 3-0. A conti fatti, nelle ultime quattro sfide, la squadra di Simone Inzaghi ha segnato 7 gol e quella di Stefano Pioli neanche uno” .

Ma il confronto tra Inter e Milan non finisce qui secondo il giornalista: “Sono numeri pesanti, ci raccontano molte cose – dice De Calò. Era logico aspettarsi che, dopo aver silurato Paolo Maldini, il club rossonero (con l’intelligenza dei suoi algoritmi) si sarebbe messo al lavoro per cercare di ribaltare il rapporto di sottomissione che quest’anno ha avuto nei confronti dei nerazzurri. Il mercato era un buon terreno per iniziare la rimonta. Invece il dominio assoluto dell’Inter continua anche fuori dal campo. Marcus Thuram e Davide Frattesi sono nomi che bruciano, altri gol pesantissimi nel diagramma di un confronto sempre più squilibrato”.

Di più: “I nerazzurri, finora, hanno saputo resistere all’assalto a Barella, mentre il Milan ha fatto partire Tonali, rinunciando a un simbolo e a un leader in cambio di molti soldi. Milioni che sembrava dovessero servire per un doppio sgarbo: soffiare ai cugini lo stesso Frattesi e puntare addirittura Lukaku. Niente, tentativi che hanno avuto lo stesso riscontro di un urlo lanciato verso la Luna. La battuta del vecchio Abatantuono, storico tifoso rossonero («Il Milan tratta i giocatori, poi arriva l’Inter aggiunge qualche milione e quelli buoni se li prende»), è un paradosso”.

“Eppure contiene una scheggia di verità, un riflesso che pesa nella percezione rimasta fra il pubblico, i tifosi, la gente. L’impressione è che, sullo sfondo, il grande regista sia l’ad nerazzurro Beppe Marotta, un fuoriclasse, e che sull’altra sponda non esista un corrispettivo, un garante simile: o, semplicemente, non c’è più”.

Una differenza tra Inter e Milan che secondo il giornalista di Gazzetta è “qualcosa di strutturale che rende il confronto diseguale”.  “Il 16 settembre si misurerà a San Siro nel prossimo derby: sarà in grado di giocarselo alla pari oppure continuerà a subire l’egemonia di Lautaro e compagni?“, stuzzica De Calò.

“A un paio di giorni dal raduno è evidente che i rossoneri non hanno una rosa all’altezza delle big. Pioli deve ritrovare il gioco esibito con lo scudetto, blindare la difesa, ricostruire il centrocampo e contare su un attaccante da 20 gol a stagione. Gli addii di Ibra e Tonali lasciano una voragine di leadership e personalità da colmare”.

Infine, si dedica al calciomercato: “L’annuncio dell’arrivo di Pulisic dal Chelsea è un altro passo concreto dopo quelli di Loftus-Cheek sempre dai Blues e di Romero dalla Lazio. Pulisic ha bisogno di un rilancio e può ricoprire i compiti che erano di Brahim Diaz, tornato al Real Madrid. La buona notizia è che restano da spendere i 70 milioni incassati per Tonali: se investiti bene, possono garantire al Milan un futuro diverso. Anche l’Inter è una squadra imperfetta, da migliorare, che paga qualche flop: Azpilicueta ha scelto l’Atletico, Milinkovic-Savic resta lontano, Lukaku va riconquistato, la questione Onana è ancora aperta.

Il vantaggio di Inzaghi è di poter lavorare su un impianto solido inserendo subito i Thuram e i Frattesi nel meccanismo che ha già dimostrato di funzionare bene col Calha al posto di Brozovic. L’handicap di Pioli sarà legato ai tempi dell’arrivo dei rinforzi più importanti. C’è una contraddizione: il mercato spinge ad allungare i tempi per risparmiare soldi, il campo ha bisogno di accorciarli per permettere al gioco di coagulare presto come valore aggiunto. Il punto di equilibrio tra queste due spinte sarà decisivo per indirizzare la stagione. Davanti al Milan, in campionato, c’è una partenza da sesto grado e Pioli non ha alternative, deve cominciare subito molto forte”.

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