Germano Lanzoni: “Galliani mi ha confermato come speaker dopo la Champions del 2003”

Germano Lanzoni

Ieri a LunchPress abbiamo avuto il piacere di fare due chiacchiere con Germano “Gegio” Lanzoni, speaker ufficiale del Milan ormai da quasi vent’anni. Ecco cosa ci ha raccontato.

Quanto ti è mancato lo stadio?
Mi è mancato molto, ma mi sono mancati soprattutto i tifosi. Fare lo speaker in uno stadio vuoto è stato curioso, anche se quando annunciavo i gol mi caricavo come se ci fossero sopra di me 80mila persone: il gol è il gol, quando la palla entra si esplode e quello rimane, allo stadio vuoto come a casa sul divano.

Quando sei diventato la voce ufficiale del Milan?
Ha deciso tutto la Madonnina, come si suol dire. Io arrivo al Milan perché ho fatto per una decina d’anni il frontman per RDS, e all’inizio degli anni 2000 diventa radio ufficiale della societè. Per loro facevo tutto gli eventi con il pubblico, ma quando mi dissero di andare a lavorare a San Siro (un contesto che avevo vissuto solo da tifoso), mi sono ritrovato al contrario: prima ero sopra il pubblico, poi mi sono ritrovato sotto. Dopo due anni di gavetta tra giovanili ed eventi ho debuttato nel 2002 in un Milan-Perugia. A maggio dello stesso anno vinciamo la Champions e Galliani, uno molto attento alla scaramanzia, ha deciso di tenermi.

Qual è stato il momento più emozionante che hai vissuto a bordocampo?
E’ stata la prima volta, quel Milan-Perugia. Ogni volta che leggo le formazioni alla fine mi tremano le mani: è un gioco tra tifo, emozione e impossibilità di commettere errori in quei pochi secondi che ho a disposizione. Cosa che in realtà è il contrario di quello che faccio nella vita: facendo il comico gioco parecchio sull’errore.

Ti è mai capitato di incespicare con qualche cognome?
Non ricordo chiaramente ma ho fatto un errore nel 2005 chiamando il nome di Alberto Gilardino. In quegli anni il Milan cambiò sia radio, passando alla attuale Radio105, che modo di leggere le formazioni. Prima dicevo io nomi, cognomi e numeri ma mettevamo addirittura la musica, tant’è che la Gazzetta nelle sue colonne mi definì uno “speaker tamarro”. Con la radio nuova abbiamo cominciato, sul modello di altre squadre come la Roma, a dire numero e nome lasciando che fosse lo stadio a ripetere il cognome. Non volendo stravolgere tutto, all’inizio mi sono trovato un po’ in difficoltà.

Com’è stato annunciare Ronaldinho?
Di Ronaldinho ho fatto la presentazione con la maglia del Milan, come per Beckham e Ibrahimovic. Nonostante fosse arrivato come uno dei più grandi giocatori della storia, aveva quel binomio di tecnica e sorriso che lo rendeva speciale anche fuori dalle logiche di campo. Quando l’ho presentato si è dimostrato generosissimo con tutti i ragazzini presenti sul campo: è stato veramente emozionante.

E cantare con Ancelotti invece?
Quella fu una sua richiesta, ci chiese di cantare quella canzone perché era quella che più aveva toccato il suo essere milanista.

Tra poco esordisci anche al cinema.
Il mio primo film “da protagonista” esce il 7 dicembre, ed è una bellissima commedia che tra l’altro ho girato con un sacco di milanisti come Claudio Bisio, Jake La Furia e Alessandro Betti. Per chi conosce i personaggi del “Milanese Imbruttito”, posso raccontarvi che il Nano è interista: durante le riprese eravamo in faida, lui veniva con la maglia dell’Inter e io con quella del Milan.

Su Sandro Tonali.
Credo che i giocatori siano esempi, per tutte le persone che li vedono come punti di riferimento. A questo proposito Sandro ha fatto un gesto molto concreto: in un contesto del genere mettere la passione sotto il lato economico dimostra quanto ci tenga a vestire questa maglia. E’ bello vedere un milanista che lotta in campo come lotteremmo noi. Per fortuna del Milan però noi non entriamo in campo (ride, ndr).

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Guarda QUI la puntata di LunchPress dove Germano Lanzoni è stato ospite

photocredits: germanolanzoni.it

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