Genoa-Milan, Zangrillo: “O facciamo i codardi o analizziamo: il braccio lo abbiamo visto tutti”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

La rete di Pulisic nel finale di gara regala al Milan i 3 punti nella trasferta di Marassi contro il Genoa: l’ira del presidente rossoblu Zangrillo

Finisce 1-0 per il Milan l’anticipo di Serie A contro il Genoa, valido per l’ottava giornata di Serie A. Partita difficilissima per i rossoneri, motlo rimaneggiati dopo la fatica in Champions di mercoledì. A risolverla alla fine sono i cambi, con Christian Pulisic che entra e decide la gara al minuto 87. Nel finale succede di tutto. Mike Maignan viene espulso per un fallo fuori dall’area di rigore. Il Milan ha terminato i cambi e in porta va Olivier Giroud, con una punizione dal limite per il Genoa. Alla fine, su deviazione di Tomori, la palla impatta sulla traversa. La partita poi continua, con il portere del Genoa che sale in attacco, commette fallo e rimedia il secondo giallo, salutando anche lui la compagnia. La gara prosegue e Giroud diventa protagonista con un doppio intervento incredibile, da portiere di professione, che congela il risultato. Finisce 1-0 per il Milan, che vola da solo in testa alla classifica. Al termine della gara, Alberto Gilardino non si è presentato alla stampa. Le interviste le ha invece rilasciate il presidente Alberto Zangrillo, con una dura presa di posizione ai microfoni di DAZN.

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Le parole del presidente Zangrillo

La dura presa di posizione sulla gara:Non sono arrabbiato, alla mia età la rabbia la riserbo a cose più importanti. C’è molto rammarico, molta amarezza, questo sì. Sono consapevole che è un gioco, ma è un gioco rovinato da Davide contro Golia. Quello che è successo negli ultimi 5 minuti lo abbiamo visto tutti, dobbiamo semplicemente decidere una cosa. O siamo veramente dei codardi e cerchiamo di prenderci in giro tra di noi e la mia presenza qua è una presenza futile, facciamo quei due minuti da contratto e ce la raccontiamo, o cerchiamo di analizzare come se fossimo il VAR quello che è accaduto. Ho massimo rispetto per gli arbitri, però è anche legittimo che uno si ponga delle domande. Quando il gioco rimane fermo per due minuti e le regole recitano che solo in caso di certezza si può prendere una decisione, guarda caso sempre contraria a noi, e in caso di dubbio è gol. L’abbiamo visto tutti che Pulisic si è aggiustato la palla con l’avambraccio. E quindi è inutile di stare a discutere. Poi c’è stata anche un’entrata assassina del loro portiere, che è entrato con il ginocchio sulla gola di Ekuban. Di cosa discutiamo?”.

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Dopo l’intervento di Marelli per tentare di spiegare al presidente le motivazioni della decisione, Zangrillo si è lasciato prendere dall’emotività, rispondendo con toni molto duri al commentatore tecnico arbitrale di DAZN: “Lo spieghi a qualcun altro. Per me è chiarissimo, è tocco di mano: non è gol, punto. La ringrazio per la sua dotta lezione, la prossima volta allora cercheremo di avere delle immagini chiare. D’accordo? Non capisco perché dobbiate essere analisti del mio stato d’animo. Sono un uomo abituato a giudicare l’obiettività, inutile discutere. A quattro dalla fine è anche una questione di rispetto, con una squadra che sta cercando di portare a casa un risultato con una partita meravigliosa. Se non c’è la certezza magari si rivede la propria decisione, non sarebbe successo assolutamente nulla. A volte è questione di buonsenso. È difficile in Italia il buonsenso applicato al gioco”.

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