ESCLUSIVA – Bianchin: “Ieri Leao MVP. Genoa-Milan? Situazione unica! Mi aspetto sorprese”

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Giacomo Mirandola
Residente in un paesino in provincia di Novara, nasce a Gallarate il 21 dicembre 1998, poche ore dopo Kylian Mbappé, con cui condivide la passione ma non il talento. Diplomato al liceo scientifico e laureato in Scienze della Comunicazione, la sua vita, alla costante ricerca di emozioni, lo ha portato a conoscere e ad appassionarsi a quasi tutti gli sport praticati sul pianeta. Giornalista, speaker e audiodescrittore all'occorrenza, fa questo lavoro per esigenza, non per scelta. Un solo obiettivo: trasmettere agli altri anche solo un parte delle emozioni che lo sport gli sa regalare ogni giorno.

Il giornalista de La Gazzetta dello Sport Luca Bianchin ha commentato in esclusiva la gara tra Borussia Dortmund e Milan, guardando già al Genoa

Anche oggi, come ogni giorno dal lunedì al giovedì dalle 16:00 alle 17:00, è andato in onda il consueto appuntamento con il Talk di Radio Rossonera. Ospite di oggi il gironalista de La Gazzetta dello Sport Luca Bianchin, che ha parlato con noi della sfida con il Borussia Dortmund di ieri sera, di Rafael Leao e di Genoa-Milan.

Le parole di Luca Bianchin

Milan in Champions: bicchiere mezzo pieno (le prestazioni) o mezzo vuoto (la classifica)?

“Alla fine contano i punti, quindi direi mezzo vuoto. Si può essere ottimisti in prospettiva a medio o lungo termine, questo assolutamente. Ma se parliamo di Champions… Servirà qualcosa di speciale con il PSG, perchè nelle prime due è arrivato meno di quanto il Milan avrebbe sperato. Si entra in modalità impresa. Anche se ciò che abbiamo visto dimostra che il Milan può assolutamente battere il PSG una volta e mezza o due volte, senza che si gridi al miracolo”.

Cosa manca a questo Milan a parte i gol?

“Difficile, direi niente. Sicuramente si può fare meglio, si può crescere tecnicamente. Anche ieri ci sono stati tanti errori tecnici. Si può sempre salire. Ma nel calcio la perfezione non ci sarà mai, come dicono tanti allenatori è una gara a chi sbaglia di meno”.

Reijnders regista: ti ha convinto?

“No, mi piace di più mezz’ala come a tutti. È un gicoatore che lì dà il meglio, con grande libertà. Se fa il play è un po’ confinato, limitato. Ci sono playmaker che decidono le partite, ma non mi sembra lui. Per quello che Pioli chiede a quella posizione sarebbe una rivoluzione vedere spesso Reijnders. Siamo partiti da Krunic, che ha compiti prettamente più difensivi, e che quindi delegava il ruolo del regista alla mezz’ala sinistra. Tornare ad un play classico adesso è complicato”.

Nelle tue pagelle hai messo Leao migliore in campo ieri sera, mi spieghi il motivo?

“Voto complesso quello di Rafa ieri sera. L’MVP più banale sarebbe Tomori, che ha sicuramente giocato una partita da 7 e penso che siano tutti d’accordo. Sulla partita di Leao, invece, si può discutere di più. Onestamente in alcuni frangenti èun po’ fastidioso come usi il suo talento, come nel primo tempo ha sbagliato almeno 5 o 6 scelte. Va perl considerato che ha creato 5 palle gol e che l’attacco del Milan è sostanzialmente lui. Siamo un po’ troppo abituati ad avere Rafael Leao che fa la differenza con le sue accelerazioni. Tende a fare la differenza sempre nello stesso modo, quindi tendiamo a criticarlo perchè tende a fare sempre la stessa giocata. Ma è il livello a cui la fa ad impressionare. Crea tutte le occasioni. A fine partita gli abbiamo dato 7 perchè per quanto sia un giocatore criticabile, è comunque un giocatore decisivo a quel livello, nel gruppo più difficile della Champions League”.

Ti aspetti tanti cambiamenti a Genova?

“Mi aspetto Chukwueze, Adli e Florenzi sicuramente in campo, con possibili decisioni che potrebbero essere Simon Kjaer e Noah Okafor, che nella mia testa sono punti di domanda. Mi sembra che, polemiche con la lega incluse, sia una situazione piuttosto unica. Siamo sotto le 72 ore tra un fischio d’inizio e l’altro (Borussia Dormund-Milan e Genoa-Milan). Di conseguenza ci sta che in una situazione unica si abbiano strategie uniche. Pioli ha fatto capire che ha ben compreso come questo weekend sia particolare, alzando leggermente il volume delle polemiche, cosa che lui non fa mai. Ci sta di conseguenza che cambi qualcosa. Diciamo che lo standard è Maignan; Florenzi, Thiaw, Tomori , Theo Hernandez, Musah, Adli, Reijnders, Chukwueze, Giroud e Leao. Poi chissà che non possa arrivare una sorpresa”.

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